Il futurismo di Sante Monachesi è in mostra a Roma

Per celebrare i cento anni che separano la nascita di Sante Monachesi dalla nostra quotidianità il Museo della Fondazione di Roma ha deciso di dedicare all’artista di Macerata una mostra che chiuderà i battenti il prossimo ventiquattro Ottobre. Cento opere, fra sculture e dipinti, sono state selezionate al fine di ripercorrere la carriera dell’artista marchigiano che scappò dalla propria vita povera di stimoli per dedicarsi all’arte futurista seguendo l’esempio di Marinetti.

Stefano Papetti è il curatore della mostra, ai fini della quale hanno avuto il proprio ruolo anche le figlie dell’artista: Luce e Donatella.

Monachesi si cimentò in opere artistiche di vario genere; egli, infatti, non si limitò all’arte figurativa ed alla scultura ma fece sentire la propria presenza anche nel mondo del cinema e in quello della letteratura.

L’artista futurista condusse un lavoro di tipo autonomo e libero, che lo portò a cimentarsi in iniziative di vario genere, fra cui la fondazione del Movimento Agrà, che esaltava l’assenza di gravità.

Il ruolo di Monachesi all’interno dell’ambito dell’arte plastica fu emblematico. La sua voglia di sperimentare era uno dei tratti che più contraddistingueva la sua personalità e, quindi, le sue opere.

Monachesi ebbe il merito di introdurre nel mondo dell’arte due nuovi materiali: la gommapiuma e il  polimetilacrilato. Grazie all’uso della gommapiuma l’artista poteva creare delle “sculture mobili”, che poteva modificare in qualsiasi momento semplicemente legando e sciogliendo le proprie sculture.  Anche le opere in perspex(polimetilacrilato) dai colori sgargianti sono rimaste celebri.

Se avete voglia viaggiare con la mente all’interno dell’arte del secolo che ci siamo lasciati alle spalle da appena un decennio la mostra di Sante Monachesi fa per voi. Il futurismo è l’ideale se si ha voglia di scontrarsi con un tipo di arte insolita in cui, anziché il bello e le forme classiche, vengono celebrati la tecnologia, il progresso e la dinamicità.

Martina Cesaretti