Berlusconi a Don Gelmini: quante cattiverie su di noi

Ha dovuto declinare l’invito di Don Pierino Gelmini, che lo avrebbe voluto al suo fianco per la consegna del premi “Madonna del sorriso” ad Amelia (Terni). Per questo Silvio Berlusconi ha ieri alzato la cornetta e – in collegamento telefonico  con la comunità “Incontro” – ha spiegato il motivo del suo forfait.

“Sono alle prese – ha detto – con un documento che dovrà ottenere il voto della maggioranza del Parlamento per poter andare avanti nell’opera di realizzazione del nostro programma”. Altri dettagli non sono stati necessari dal momento che tutto il Paese attende con ansia il discorso che il premier pronuncerà nel giorno del suo compleanno alla Camera. Un intervento che permetterà di comprendere se la maggioranza reggerà l’urto dello strappo dei finiani, intenzionati a sostenere il governo soltanto su alcune questioni.

“Vedete anche voi qual è la situazione di questi giorni – ha ripreso il presidente del Consiglio in filo diretto con Amelia – Ci troviamo ad affrontare ostacoli importanti che dobbiamo assolutamente superare nell’interesse di tutti”.

Un’osservazione che lo ha spinto ad approntare un paragone tra la sua situazione personale e quella di Don Gelmini, raggiunto qualche anno fa da infamanti accuse di pedofilia: “Entrambi – ha scandito Berlusconi – siamo stati chiamati a superare diversi ostacoli e a difenderci da tutte le cattiverie che ci sono piovute addosso. Cattiverie – ha precisato il Cavaliere – che sono giunte da molte parti spesso impensate e imprevedibili”.

Non ha rinunciato, infine, a “politicizzare” il suo intervento telefonico e – approfittando della presenza ad Amelia del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, al quale è stato tributato il premio “Madonna del sorriso” –  il premier ha lanciato una velata critica a Gianfranco Fini.

Giovanardi – ha detto – non ha mai tradito, mai cambiato bandiera. A differenza di altri. Lo stare insieme e il mettere da parte ambizioni personali – ha rincarato – è un valore molto alto”. Un affondo sul presidente della Camera al quale Berlusconi rimprovera ingratitudine e cieca ambizione.

“Il sottosegretario – ha proseguito il presidente del Consiglio nel suo panegirico – merita questo premio per aver dedicato la sua vita alla lotta contro la droga ed è anche grazie a lui se un milione di persone in meno – ha concluso –  hanno fatto uso quest’anno di stupefacenti”.

Maria Saporito