Create foglie artificiali per produrre energia

Notizia quanto mai curiosa, quella che giunge da oltreocenao. Sembra infatti che l’ultima frontiera legata alla produzione di energia consista nell’imitare i processi che madre natura compie quotidianamente dalla notte dei tempi. La suggestiva tesi è stata formulata e messa in pratica dalla North Carolina StateUniversity, dove un gruppo di ricercatori ha realizzato delle foglie artificiali a base di clorofilla in grado di produrre energia solare, semplicemente imitando il processo naturale con cui le foglie, grazie alla fotosintesi, sprigionano energia.

L’investione, descritta nel dettaglio sulla rivista Journal of Materials Chemistry dai ricercatori americani, dimostra quindi che è possibile realizzare dispositivi fotovoltaici semplicemente ripercorrendo le tracce della natura. Ciò apre le porte a possibili nuovi scenari  legati all’utilizzo e allo sfruttamento delle celle solari. I dispositivi di cui sopra, sono stati realizzati con l’utilizzo di un gel acquoso contenente molecole di clorofilla, sensibili alla luce, ed elettrodi ricoperti di carbonio. Il funzionamento di questo dispositivo è molto semplice, come ha spiegato OrlinVelev, coordinatore dello studio. Il principio è quello naturale: quando i raggi del sole colpiscono le molecole della clorofilla, contenute nelle foglie, si produce energia. Il meccanismo è identico a quello che le piante, che sono in grado di sintetizzare gli zuccheri grazie alla fotosintesi, generando così la giusta quantità di energia per soddisfare il loro fabbisogno.

Nonostante la scoperta di questo nuovo meccanismo, l’uso pratico di tale tecnologia sembra ancora lontano dal potersi attuare nel breve periodo. Nonostante questo, i ricercatori amerciani sono ottimisti circa il futuro di questa loro scoperta: “I dispositivi che abbiamo descritto – ha osservato lo stesso Velev – hanno dimostrato che è possibile produrre energia imitando le piante“. Il prossimo passo, ha aggiunto, è raffinare tale tecnologia, cercando di lavorare “soprattutto sulla efficienza delle foglie artificiali che è ancora troppo bassa per applicazioni pratiche”.

Di Marcello Accanto