Sci, addio a Stricker: era il “cavallo pazzo” della valanga azzurra

Erwin Stricker: fece parte della "Valanga Azzurra" che regalò tante gioie allo sci italiano negli anni '70.

E’ morto stamane, all’eta di 60 anni, l’ex azzurro dello sci Erwin Stricker. Compose negli anni ’70 la “valanga azzurra” con  Thoeni e Gros, anche se non riuscì mai a raggiungere i livelli e i successi dei compagni di squadra.  Lascia la moglie Linda e i figli Tim e Mina.

La carriera – Iniziò a gareggiare quasi per caso, quando fu notato dai tecnici della Nazionale durante una sfida molto amichevole con i cugini Thoeni. Entrato nel giro della squadra azzurra, si mise subito in mostra per i suoi comprtamenti istrionici e spregiuicati che gli valsero il nomignolo di “Cavallo Pazzo”. La sua carriera non fu brillantissima anche a causa di molti infortuni: il più grave avvenne nel 1968, quanandò a schiantarsi contro il palo di uno skilift: 7 costole fratturate e polmone perforato. I migliori risultati furono un secondo posto nel gigante di Heavenly Valley ed il quinto nello slalom di Megeve. Fu sesto nella classifica finale della Coppa del Mondo del 1974, chiudendo un’epica stagione per l’Italia con la doppietta Thoeni-Gros. Si ritirò nel 1976, dopo aver vinto il campionato italiano di slalom gigante.

Affari e sport – Al termine dell’attività agonistica, iniziò la sua vita da vulcanico uomo d’affari, ottenendo un discreto successo. Collaborò, poi, con la Federazione Internazionale, svolgendo consulenze in Russia e Cina, dove portava materiali di seconda mano provenienti dai magazzini dove noleggiava attrezzature ai turisti.

Se n’è andato oggi, a Bolzano, a causa di un male incurabile, cui un delicato intervento subito due giorni fa non ha potuto porre rimedio.

Edoardo Cozza