Trieste: pitbull gettato in mare con pesi al collo

Una storia orribile, drammatica quella accaduta nel piccolo comune di Muggia, nella splendida provincia di Trieste, teatro per un giorno della follia umana. Nella tarda mattinata di ieri, infatti, alcuni funzionari di polizia hanno recuperato in mare il cadavere di un pitbull ucciso da ignoti.  Il corpo dell’aniamale era avvolto in una catena alla quale erano agganciati dei pesi. La notizia è stata diffusa soltanto oggi, dopo che a segnalare telefonicamente l’accaduto era stata una persona che dalla propria abitazione aveva avvistato il cadevare.

Una morte atroce, a dir poco tremenda, che in qualche modo ribalta i canoni della natura. Il pitbull è deceduto per probabile annegamento, visto che al collo portava una pesante catena con aggancianti sei pesi metallici del peso complessivo di 6 chilogrammi. Il veterinario giunto immediatamente sul posto ha confermato la causa del decesso. Sul corpo dell’animale è stato individuato il microchip elettronico. La lettura del dispositivo, tuttavia, non ha consentito di risalire al proprietario. Questo perchè  i dati rilevati non erano stati inseriti nel database dell’anagrafe canina italiana. Sono in corso ulteriori accertamenti per identificare i responsabili del barbaro gesto.

L’ipotesi più accreditata è ovvimante quella relativa ad un abbandono-uccisione del cane da parte di proprietari stanchi di averlo tra i piedi. In queste circostanze l’animale diventa una sorta di oggetto, del quale diventa semplice sbarazzarsene. In questo caso, la crudeltà è andata l’oltre il semplice abbandono, causando un’atroce morte al povero animale. Alla luce di quanto successo, sorge spontanea una domanda: chi è la bestia? L’uomo è l’animale? Non è difficile rispondere dopo quanto accaduto in quei di Muggia. La speranza è che il legittimo proprietario del pitbull venga identificato e possa pagare per l’orribile gesto commesso.

Di Marcello Accanto