Ajax-Milan: Allegri soddisfatto, Galliani se la prende con l’arbitro

Massimiliano Allegri, 43 anni, prima stagione al Milan

Il punto conquistato in casa dell’Ajax ha lasciato sensazioni e umori contrastanti nel club Milan. Max Allegri, che per la prima volta dall’inizio della stagione ha messo in soffitta il tridente proponendo un più armonico 4-3-1-2, a fine match si è detto soddisfatto: “Uscire imbattuti da questo campo era importante. Il nuovo modulo ha funzionato bene, anche se sulle palle in verticale possiamo migliorare. E’ bello vedere che i giocatori hanno ancora voglia di vincere e di sacrificarsi. Dobbiamo essere più organizzati, ma stiamo crescendo sia dal punto di vista fisico che da quello mentale“.

GALLIANI ATTACCA L’ARBITRO – Ad Adriano Galliani, che pure ha apprezzato la crescita della squadra, quel fischio dell’arbitro Brych con Inzaghi lanciato a rete proprio non è andato giù: “Mi spiace dover sempre protestare, ma succedono cose incredibili. Perché l’arbitro ha fermato il gioco sulla punizione di Pirlo che aveva liberato Inzaghi davanti al portiere? I giocatori mi hanno detto di non aver chiesto la distanza, il pallone era fermo: quindi il pallone si poteva rimettere in gioco. E’ stato un errore grave, avremmo potuto vincere la partita“.

SEEDORF CRITICO – Chi invece non ha gradito il gioco rossonero è Clarence Seedorf, cui comunque il punto in terra olandese sta più che bene: “In Champions League un pareggio fuori casa è sempre qualcosa di importante, però dobbiamo e possiamo fare meglio. Il nostro gioco non mi è piaciuto: dobbiamo evitare di giocare troppe palle lunghe per Ibrahimovic, altrimenti facciamo la fine dell’Inter di qualche tempo fa, specialmente in Europa“.

IBRA SENTE FIDUCIA – Dopo la doppietta all’Auxerre, altro gol decisivo contro l’Ajax: Ibrahimovic si sta prendendo il Milan sulle spalle. “Sto andando bene perché sento attorno a me tanta fiducia – ha spiegato il 28enne di Malmö –. Mi sto impegnando al massimo, ringrazio i compagni che mi danno una mano. Dobbiamo migliorare, ci vuole tempo per affinare i meccanismi. Ma ora siamo più compatti in campo“.

Pier Francesco Caracciolo