Calcio, addio a Bruno Giorgi: lanciò Baggio a Vicenza

Bruno Giorgi: l'ex tecnico di Cagliari, Vicenza, Fiorentina, Cosenza e Genoa è mancato all'età di 69 anni

E’ mancato una settimana fa (ma la notizia è stata diffusa solo oggi), l’ex calciatore e allenatore Bruno Giorgi. Pavese di nascita, ma reggiano d’adozione, Giorgi si è spento a 69 anni, sfinito da una lunga malattia che lo teneva lontano dai campi di calcio da più di dieci anni. Vestì le maglie di Palermo e Reggiana da calciatore, mentre la sua carriera da tecnico lo vide sedersi sulle panchine di numerose squadre: l’apice gli anni a Cagliari e Firenze. Inoltre, fu lui, a fare esordire un giovanissimo Roberto Baggio in prima squadra ai tempi del L.R. Vicenza.

Da calciatore – Roccioso terzino, Giorgi iniziò nelle giovanili del Vigevano. Da lì passò al Palermo: vestì in rosanero dal 1962 al 1966, scendendo in campo per 111 volte. Una sola la rete messa a segno, l’unica della sua carriera. Al termine dell’avventura in Sicilia, milita tra le fila della Reggiana: 203 presenze e nessun gol.

Da allenatore – Proprio da Reggio Emilia (la sua seconda casa) ha inizio la sua carriera da tecnico: dopo i granata guida l’Empoli e la Nocerina in serie C: con i campani raggiunge la promozione in B, ma durante il campionato cadetto venne esonerato. Guidò, poi, Campobasso e Modena, ottenendo ottimi piazzamenti, sempre in serie C. Dopo una stagione al Padova, passa al Vicenza: qui, oltre a lanciare un giovanissimo Roby Baggio, raggiunge  una doppia promozione dalla C1 a alla serie A, che fu tolta a tavolino ai biancorossi. Seguono due stagioni a Brescia e la favola di Cosenza: i rossoblu, promossi in B dopo 25 anni, si mantengono ai vertici della graduatoria per tutta la stagione: la serie A sfumerà solo a causa della classifica avulsa. Nel 1989 fa tappa a Firenze, nella massima serie: soffrendo in campionato, porta la squadra in semifinale di coppa Uefa, ma venne esonerato in corso d’opera. Arriva quindi l’avventura di Bergamo per due anni e poi siede sulla panchina del Genoa, sempre in serie A. Chiuderà a Cagliari, in due momenti diversi: prima porta i sardi in semifinale di Uefa (persa contro l’Inter) e poi, dopo un anno di inattività, subentra, durante la stagione 95-96, a Trapattoni, salvando gli isolani. Quell’anno diede l’addio al calcio: i problemi di salute, ma anche vicissitudini familiari, gli imposero lo stop.

Ora che se n’è andato, resterà, a detta di molti un grande vuoto: addio grande mister e grandissimo uomo.

Edoardo Cozza