Calderoli: Berlusconi è un amico, ma al 75% si vota

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:18

28, settembre, Sono salite, secondo il Ministro della semplificazione, Roberto Calderoli, le possiblità che  l’attuale governo non regga. Bisognerà quindi, con tutta probabilità, ricorrere a nuove elezioni.”Fino a qualche giorno fa – spiega il Ministro – sulla possibilità di andare a votare dicevo che c’era il 50% di possibilità. Oggi dico che c’é il 75% di possibilità che si vada a votare e il 25 che resti questo governo”. Un’ipotesi piuttosto pessimistica.

Contestualmente però ribadisce la sua fedeltà e presumibilmente quella di tutto il Carroccio al Presidente del Consiglio. Intervendo alla festa nazionale del PdL, Calderoli ha asserito che “Berlusconi è un leader fedele e leale sui patti, merita altrettanta fedeltà” ribadendo che l’alleanza tra Lega e il Partito della Libertà “è una cosa necessaria e utile a tutti per la legge elettorale che obbliga a fare alleanze e a decidere cosa fare prima del voto e poi perchè i due partiti sono complementari”.  Probabilmente è vero, ma i problemi interni alla coalizione di Governo sono tanti. Tra la formazione politica del Cavaliere e la Lega Nord, fatta salva una forte e costante rivendicazione di autonomia di quest’ultima, da tutto e da tutti, c’è, perlomeno ultimamente, una certa intesa. Le più recenti dichiarazioni de Lìder Lumbard hannp però provocato un mezzo-terremoto. Dare dei “porci” ai romani, sia pur solo come battuta e utilizzando un’espressione rubata di netto a du film comico, non è stato certo un toccasana per quanto riguarda il perseguire una determinata unità d’intenti.

Con Fini e i finiani poi, PdL e Lega, sono messi molto peggio. Il “Dossier Tulliani” ha praticamente costretto Gianfranco Fini a spiegazioni pubbliche, cosa che sicuramente non ha amato fare e tra l’altro su affari che lui stesso ha detto di non conoscere molto bene. Secondo Calderoli, comunque, domani i “seguaci” del Presidente della Camera non si asterranno dal voto sulla fiducia al Governo, e le voci più insistenti, provenienti anche dal loro interno, li darebbero orientati verso un voto favorevole a Berlusconi. Già, ma dopo? Se far cadere un Governo non conviene  quasi a nessuno ( per certi versi nemmeno all’opposizione, per altri ovviamente sì), una volta che questo sta in piedi, i problemi di gestione dello stesso potrebbero diventare mastodontici. Le differenti idee sulla giustizia tra Fini e Berlusconi e le pressanti richieste di federalismo della Lega, sono solo due, tra le questioni più ostiche, diverse ma poste contestualmente, che il Premier dovrà affrontare se il suo Governo reggerà all’esame di domani. Non dovesse farcela, si tornerebbe ovviamente alle urne, ma non è detto che ciò risolva tutti i problemi.

A.S.

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