Fiducia, il Cav la sfanga ma solo grazie a Fli. Verso le urne

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:43

E al fine l’Aula votò. La Camera dei deputati, chiamata a esprimersi sulla mozione posta dal premier Berlusconi sui cinque punti redatti per il resto della legislatura, ha quindi confermato la fiducia al governo con 342 sì. I no sono stati 275, tre invece gli astenuti. E’ stata la vicepresidente della Camera Rosy Bindi a informare i presenti sull’esito del voto. 617 votanti su 620.

Roberto Menia di Futuro e Libertà per l’Italia, Giancarlo Pittelli del Popolo della Libertà e Rocco Buttiglione, Udc, hanno infatti dichiarato di non esser riusciti a votare. non sono riusciti a votare sulla fiducia. “Ero fuori per una dichiarazione alla stampa e non ho fatto in tempo. avrei votato a favore”, ha spiegato il finiano Menia. Quanto a Pittelli – che per la cronaca avrebbe votato a favore – avrebbe addotto la sua impossibilità a “un malore e per questo motivo è arrivato tardi in aula”, così come per Rocco Buttiglione.

Intanto, a pallottolieri fermi, sono cominciati i primi calcoli. Risulta del tutto evidente dalla conta come la presenza dei finiani, insieme ai deputati del Movimento per le Autonomie del governatore siciliano Raffaele Lombardo, diventino determinanti per il prosieguo della legislatura: senza i loro voti, infatti, la maggioranza resterebbe ben al di sotto della soglia di break heaven, il famigerato 316. Il premier, dunque, sarebbe costretto a concertare con le altre due gambe della maggioranza parlamentare ogni provvedimento che esuli dal programma di governo presentato agli italiani all’alba delle consultazioni elettorali del 2008. E processo breve o Lodo Alfano, vitali per Berlusconi, lo sono.

Vincenzo Marino

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