Fli e Udc vs Bossi: voteremo sì alla sfiducia

Bossi deve venire in Parlamento a scusarsi per la sua frase sui romani”. Il finiano di ferro, Italo Bocchino, è categorico. Durante il suo intervento televisivo alla trasmissione “Ballarò” (in onda ieri sera su Rai3), il capogruppo di Fli alla Camera ha aperto alla possibilità di votare sì alla mozione di sfiducia presentata dai democratici contro il ministro leghista.

“Sulla mozione di sfiducia – ha chiarito – Fli deve decidere e lo farà anche in base a quello che sarà il comportamento del premier. Se non ci sarà una presa di posizione fortissima di Berlusconi che non si limiti a liquidare la cosa come una battuta infelice, ma dica chiaramente – ha aggiunto Bocchino – che non è consentito a nessun ministro della Repubblica avere simili comportamenti, e se Bossi non verrà a scusarsi in Parlamento – ha intimato il finiano – Fli voterà la mozione di sfiducia”.

Una posizione simile a quella anticipata ieri pomeriggio da Pier Ferdinando Casini, il quale – incalzato sulla mozione di sfiducia contro il ministro delle Riforme – ha dichiarato: “La valuteremo nei prossimi giorni. Probabilmente la voteremo“. Il leader dell’Udc, uscendo dalla riunione del suo gruppo parlamentare a Montecitorio, si è invece trattenuto sulla questione più scottante, consegnado ai cronisti qualche anticipazione di ciò che accadrà a brevissimo alla Camera.

Se c’è la fiducia – ha spiegato ieri Casini – votiamo no, se c’è un giudizio da dare su questi due primi anni di legislatura, daremo un giudizio negativo. Se il presidente del Consiglio, invece, spiegherà che vorrà fare cose che condividiamo – ha aggiunto il centrista – allora diremo ‘bene, realizzale’, presenta dei ddl e ti aiuteremo“.

“La nostra è un‘opposizione repubblicana – ha ripreso il leader dell’Udc – molto chiara, non è cambiata di una virgola dall’inizio di questa legislatura. Se Berlusconi presenta il quoziente familiare glielo voteremo, l’abbiamo sempre detto, non è una novità. E’ chiaro che noi – ha precisato – dobbiamo dare non solo un giudizio sugli eventuali buoni propositi di Berlusconi, ma anche sui due anni di legislatura”.

Il concetto è chiaro: per il centrista non si può resettare tutto. “Non è che siamo all’anno zero – ha insistito Casini – Non è che Berlusconi può venire domani (oggi per chi legge, ndr) a fare il discorso che avrebbe fatto due anni fa. Mi deve fare un discorso – ha concluso – che si colloca nel terzo anno della legislatura”.

Maria Saporito