Medio Oriente, Netanyahu incontrerà Abu Mazen a Parigi

Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha accettato di incontrare il leader palestinese Abu Mazen durante il mese prossimo. L’invito della Francia, redatto dal presidente Nicolas Sarkozy, ha l’intento di mantenere un filo diretto tra Israele e Palestina creando occasioni per nuovi colloqui diretti. Nonostante le minacce palestinesi di abbandonare i negoziati se non sarà estesa la moratoria sugli insediamenti israeliani in Cisgiordania, c’è la sensazione che i dialoghi di pace andranno comunque avanti.

Anche gli Stati Uniti stanno profondendo numerosi sforzi affinché non si trovi un accordo tra le parti. L’amministrazione Obama, proprio con lo scopo di favorire la nascita di un compromesso per ciò che concerne l’edificazione di nuove costruzioni da parte dei coloni, ha mandato ieri nella regione mediorientale l’inviato speciale George Mitchell. Il diplomatico statunitense ha incontrato oggi il leader israeliano Benjamin Netanyahu, mentre nella giornata di domani sarà ricevuto da Abu Mazen, presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese.

“Ci sono molti ostacolo sulla via della pace – ha detto Netanyahu a margine dell’incontro con Mitchell, come riporta il quotidiano israeliano ‘Jerusalem Post’ – Tutti lo capiscono, ma l’unico mezzo per raggiungere la pace è proprio lo sforzo per la ricerca della pace. Io spero che i proficui colloqui iniziati con il presidente dell’Anp Mahmoud Abbas [Abu Mazen, ndr] continueranno nel tentativo di raggiungere tale destinazione”. Nonostante la constatazione che la strada per la pace sia colma di insidie, Mitchell ha precisato che le due parti sono più che mai determinate a raggiungere il comune obiettivo della pace e della sicurezza in Medio Oriente e per queste ragioni proseguiranno i rispettivi sforzi.

L’unico contributo che gli Stati Uniti e l’Europa possono offrire per bloccare l’eterno conflitto tra Israele e Palestina è la creazione di uno spazio politico che possa facilitare la partecipazione delle due parti ai negoziati di pace, ha affermato la parlamentare inglese Lorna Fitzsimons. È perciò da condannare la mossa di alcuni media e politici internazionali di puntare il dito contro una delle due fazioni, scegliendo vincitori e vinti.

Emanuele Ballacci