Mafia, Schifani: “Sono un cittadino onesto”

A salvare il presidente del Senato, Renato Schifani, dalla gogna a cui era stato sottoposto dal settimanale “L’Espresso“, dopo la diffusione della notizia secondo cui l’esponente del Pdl risulta indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, è il procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo. ”Il nome del presidente del Senato Renato Schifani – ha detto – non è iscritto nel registro notizie di reato di questa Procura”.

Il settimanale aveva parlato dell’indagine su Schifani come di un ”atto dovuto” dopo le dichiarazioni rese dai pentiti di mafia Francesco Campanella e soprattutto Gaspare Spatuzza.

Parlando coi cronisti, Messineo ha poi aggiunto: ”Normalmente, in questi casi non rispondo alla domanda su una indagine in corso. In questo caso ritengo di fare uno strappo alla regola a cui mi sono sempre attenuto e dico che il presidente del Senato non è iscritto nel registro di notizie di reato di questa Procura”.

La smentita da parte del procuratore capo di Palermo fa tirare un enorme sospiro di sollievo al presidente del Senato, che così si difende: ”Si tratta di accuse ripetute, infami e false, destituite di qualsiasi fondamento. Affermo la mia totale estraneità ai fatti riportati da certa stampa”. E ancora: ”Prendo atto della smentita da parte del procuratore della Repubblica di Palermo -continua Schifani – Ritengo comunque doveroso affermare con forza che sono un cittadino e un politico onesto che ha sempre combattuto la mafia con fatti e atti legislativi concreti, che hanno consentito allo Stato importanti successi nella lotta alla criminalità organizzata. Considero – conclude l’esponente berlusconiano – e ho sempre considerato la trasparenza, la correttezza umana, deontologica e professionale i principi irrinunciabili della mia esistenza”.

Intanto la maggioranza fa quadrato intorno a Schifani. Il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto si mostra preoccupato: “Ci sembra indubbio – dice – che qualcosa di torbido e inquietante venga messo in atto contro il presidente del Senato”.

Solidarietà a Schifani anche dal ministro all’Istruzione, Mariastella Gelmini, secondo la quale ”la smentita che arriva dalla Procura di Palermo dimostra ancora una volta che alcune inchieste giornalistiche hanno l’unico obiettivo di alimentare la gogna mediatica contro gli avversari politici. I processi non si celebrano sui giornali – conclude Gelmini – ma in tribunale e i giornali non hanno ancora il diritto di decidere chi è indagato e chi no. Al presidente Schifani rivolgo tutta la mia solidarietà”.

Raffaele Emiliano