Zaz o Isabelle Geffroy: la cantante francese paragonata a Edith Piaf

Il mondo della musica è in subbuglio. I critici europei acclamano una giovanissima ragazza e la paragonano ad Edith Piaf. Artefice di tutto questo ‘scombussolamento’ è senza ombra di dubbio una giovane artista francese di nome Zaz.

A dirla tutta Zaz è solo il suo nome d’arte. Nella realtà la bravissima cantante si chiama Isabelle Geffroy; ha 30 anni, una voce splendida e un background culturale da far invidia. La bravissima cantante è nata a Tours, ha studiato e continua a studiare solfeggio e violino proprio perché d’imparare non si smette mai. La musica l’accompagna fin da bambina. Il conservatorio è la sua seconda casa. A vent’anni ha vinto una borsa di studio al Ciam ovvero una borsa per una prestigiosa scuola di Bordeaux.  Suonando il pianoforte ha avuto l’opportunità di incontrare musicisti che le hanno aperto altri mondi donandole più punti di vista e più opportunità.

Il suo tormentone si intitola ‘Je Veux’. La canzone ha diviso la critica snob e conquistato tutta la Francia prima e tutta l’Europa, poi.  Nell’album si rintracciano le radici della musica popolare francese e vari generi come il blues e il jazz. Il suo album d’esordio mischia canzoni in stile anni ’60 e ’70, l’R’n’B e lo swing. La canzone più acclamata è stata scritta grazie alle storie che ha personalmente raccolto semplicemente vivendo. L’incontro con la gente, le storie delle persone che incrociavano il suo cammino, le sue esperienze e sensazioni hanno dato vita ad un miscuglio irresistibile. Canzoni che hanno una forza interiore che attrae il pubblico. Trasudano realtà ed incantano tutte le persone che vi si riconoscono o vi si vorrebbero riconoscere.

Con  molta umiltà, nonostante la grande esperienza maturata, Zaz racconta di aver scoperto la canzone francese (chanson) quando lavorava in un cabaret del Quartiere Latino, facendo la musicista di strada a Montmatre e attraverso l’esperienza maturata cantando gospel e rock con vari gruppi.

È chiaro come ad una ragazza del genere non si possa rimproverare l’assenza di gavetta. Tutte le sue esperienze oltre a trasparire in ciò che fa, l’hanno sicuramente forgiata e ben temprata. Il suo passaggio in Italia lascia un aurea di curiosità e voglia di scoperta. Il suo cd è stato definito dai critici come qualcosa che bisogna assolutamente ascoltare.  Per vederla dal vivo poi basterà aspettare i primi di dicembre e recarsi ai Magazzini Generali di Milano.

Alessandra Solmi