DEAD RISING 2: zombie, sangue e istinto di sopravvivenza

Zombi, sangue, violenza, intelligenza e logica. Questi i principali ingredienti del titolo della Capcom. Quattro anni dopo l’uscita del primo, con oltre un milione e mezzo di copie vendute, Dead Rising 2 appare molto migliorato sotto molti punti di vista, con particolare attenzione alla giocabilità e alla ampia possibilità di movimento e di accessori per il protagonista.

Il primo capitolo vedeva il protagonista, un fotografo giornalista, immischiato in una storia terrificante: una città di provincia era stata messa in quarantena dall’esercito, e Frank (il nome del personaggio), si ritrova bloccato all’interno di un supermercato assieme ad altri superstiti per 72 ore, nel tentativo di salvarsi. Motivo? La città era stata infestata dagli zombie, i quali stavano decimando la popolazione. Grazie alle più disparate armi e mezzi di difesa Frank riesce a salvarsi, ma il pericolo morti viventi torna. Cambia location e cambia protagonista, ma non cambia il pericolo. Questa volta siamo Green, un ex pilota da moto da cross che ha un disperato bisogno di soldi e che per averli parteciperà a un terribile show televisivo, che pagherà i partecipanti in base agli zombie uccisi. Ma la situazione si farà presto terrificante: alcuni zombi hanno superato le barriere e hanno contagiato la città di Fortune City, compresa la  figlia di Green.

Sotto il profilo del gameplay alcune circostante restano invariate rispetto al primo, anche qui per prima cosa dobbiamo salvarci dai non-morti. Grazie a un numeroso numero di armi a disposizione e di oggetti da poter usare, riusciamo assieme ad altri superstiti a rifugiarci in uno scantinato, che sarà anche il nostro campo base durante il tempo di attesa dei rinforzi: l’arrivo dell’esercito è tra 72 ore. Si rinnova dunque il tempo di attesa come nel primo episodio. Anche qui possiamo controllare in ogni momento lo scorrere delle ore grazie a un orologio da polso; in dotazione abbiamo anche una ricetrasmittente che ci permette di dialogare con i vari superstiti e con le persone che hanno bisogno di essere salvate. Questa è anche usata come promemoria per gli obbiettivi da completare. Continuando a parlare degli strumenti a disposizione, la più grande innovazione riguarda le armi. Oltre a un’infinità di oggetti disponibili da prendere, vi è anche la possibilità di unirli tra loro nei più svariati incastri, per creare nuovi mezzi per uccidere gli zombie. Questo permette al giocatore di scatenare la propria fantasia, oltre all’aiuto del gioco che consiglia ad ogni livello e ad ogni obiettivo raggiunto dei possibili intrecci per la costruzione di nuovi oggetti.

Gli oggetti verranno poi usati per lottare, e anche in questo sono stati fatti passi avanti. Un normale combattimento, in un gioco dove per il 75% del tempo bisogno combattere, sarebbe risultato noioso e ripetitivo, per questo oltre alle molte armi sono stati migliorati i movimenti e le tecniche di combattimento; anche la visuale della telecamera rende lo scontro più incisivo e divertente, grazie a un buon posizionamento. Ovviamente le mosse compiute dal giocatore migliorano e si evolvono con il superamento dei livelli e degli obiettivi. Rispetto a Dead Rising, c’è anche la possibilità di muoversi e sparare nello stesso tempo, e con questo è stato potenziato anche il sistema di mira. Il pericolo però di rendere il gioco ripetitivo a causa del suo stesso scopo, cioè l’uccisione di migliaia di zombie, è dietro l’angolo, per questo sono state aggiunte delle novità sotto il profilo della missione: in questo secondo capitolo bisognerà occuparsi dei sopravvissuti, a cui è stata attribuita un’intelligenza artificiale superiore rispetto al vecchio; sono più abili nel proteggersi da soli, e con attenzione seguiranno il giocatore fino al campo base, bisogna solo stare attenti a non distaccarsi troppo tra un passaggio all’altro di un luogo. Aumentate anche le sottotrame: alcuni vi seguiranno subito, mentre con altri bisognerà sudare, oltre ai superstiti impazziti e sconvolti per l’accaduto, che dovranno essere domati. A questo si aggiunge una missione importante, presente durante tutto il gioco, cioè la sopravvivenza della figlia del protagonista. Questa infatti risulterà contagiata dal virus, e ogni giorno, in un orario preciso, ha bisogno di prendere una medicina per evitare di trasformarsi in una non-morta. Durante l’intera sessione bisognerà sempre tenere d’occhio l’orologio per evitare il completo contagio della piccola Katey. A livello di giocabilità per  effettuare il salvataggio bisogna sempre chiudersi in bagno, ma in questo caso abbiamo a disposizione tre slot.

L’energia che Chuck spende durante le lotte si può riacquistare tramite i cibi che si trovano sparsi dappertutto e tramite le bibite. Il gioco prevede il game over in caso di morte, e si può riprendere dall’ultimo punto salvato. Il fallimento delle missioni secondarie non porta al completo game over, ma non permette di svelare alcuni punti della storia, in ogni caso in base a ciò che si è fatto si raggiunge un finale alternativo. Tanta importanza viene attribuita ai soldi: sarà possibile trovarli all’interno dei registratori di cassa o nelle slot-machine e con questi sarà possibile comprare le dosi di medicinali, che si trovano in giro e anche in un negozio di pegni gestito da dei saccheggiatori, per salvare la vita della figlia.

In un gioco bello e innovativo, i punti bui sono relativi all’ambientazione: troppo simile rispetto alla precedente. Il luogo ricorda troppo il supermercato del primo, e influisce sulla novità che un giocatore si aspetta quando si trova di fronte allo schermo. Altro problema il numero e la lentezza dei caricamenti: poco veloci e frequenti, che rischiano di spezzare la tensione accumulata da un giocatore tra un intervallo e un altro. Dal punto di vista grafico il titolo presenta notevoli punti in più a partire dalla fisionomia degli zombie: tutti diversi e vestiti con abiti differenti. Possiedono movimenti scoordinati e imprecisi, sembrando reali, muovendosi a casaccio diretti verso il protagonista.

Nel complesso risulta ottima la rigiocabilità, grazie ai metodi di salvataggio e alla possibilità di rigiocare le varie missioni secondarie. Per gli amanti del “survival horror” sarà un’esperienza terrificante.

Genere: Azione/ Horror   Distributore: Capcom   Lingua: inglese (con sottotitoli in italiano)

CARLO PASCOTTO