Flavio Briatore e le gioie di essere papà

Ecco le dichiarazioni di un super neo papà. Flavio Briatore, marito di Elisabetta Gregoraci e neo papà di Falco Nathan, parla delle gioie di avere un piccolo batuffolo fra le braccia. Briatore si lascia andare e parlando, ai microfoni di ‘RMC In tempo Reale’, delle gioie e dei bei momenti che vive quotidianamente con il figlio dice che: “È una cosa nuova, bellissima, una nuova esperienza e come tutte le esperienze all’inizio sono scioccanti, ma questa è scioccante in senso positivo, è una cosa veramente unica, fantastica, ti rigenera, ti ri-motiva ”.  Da queste affermazioni è chiaro come il figlio sia fonte di gioie ed emozioni molto forti in grado di dargli una carica positiva maggiore. Una energia fortissima che nessun altro e nient’altro sono in grado di dare.

L’intervista continua e il neo papà va avanti ad elencare le sue gioie e a raccontare anche se solo superficialmente alcuni momenti della sua quotidianità. Afferma infatti che: “Diventare genitore ti fa diventare grande. Ti sconvolge un pò tutto: il modo di pensare, la logistica, tutto ruota attorno a questo nuovo arrivato in famiglia. Se sta bene lui, stanno bene tutti.” Insomma il piccolino scalza un po’ tutti. Briatore non è più il re del suo impero e nemmeno il punto focale delle attenzioni. La scena è tutta per Falco. Come è logico le attenzioni  di tutti sono riservate al neo arrivato. Se il piccolo sorride e sta bene tutti possono stare tranquilli e in pace, essere felici e gioire con lui. Se il piccolo si ammala le cose precipitano infatti è lo stesso Briatore a dire: “Poi con il primo figlio, basta uno starnuto e subito si chiama il pediatra. Forse con il secondo e il terzo non succede”. In effetti sono molti neo genitori ad ammettere che il primo figlio gode di maggiori attenzioni e provoca maggiori ansie. L’inesperienza porta i neo papà e mamma e preoccuparsi per ogni singola cosa e a chiamare il pediatra anche per le sciocchezze. Con gli altri si è già un po’ più esperti e si va più sul tranquillo. Basta però aspettare qualche tempo e tutti i genitori imparano a riconoscere i segnali che il proprio piccolo emana. I papà e le mamme imparano a riconoscere le diverse sfumature del pianto e a capire a cosa sono associati determinati strilli. La frase pronunciata da Briatore però potrebbe anche far pensare alla volontà di dare alla luce fratellini o sorelline al neo-nato.

Molti genitori ammettono però anche le fatiche e i sacrifici che si compiono per allevare il figlio ancora piccolo. Le notti insonni, il dover cambiare il pannolino e le poppate continue corredate dai pianti e dalla paure di non comprendere appieno le necessità del proprio figlio portano a chiunque stanchezza e stress.  Come mai Briatore non ne risente? In effetti è lui stesso ad ammettere di non aver cambiato nemmeno un pannolino fino ad ora; ma c’è sempre tempo. Prima o poi anche lui dovrà piegarsi e scoprire anche il rovescio della medaglia. In fondo può essere bello anche mettersi alla prova con cremine, talco e pannolini. Di sicuro è una esperienza da provare. Volendo si può sempre immaginare un pit-stop di Formula 1 e cronometrare i tempi ogni volta cercando di diminuirli allenamento dopo allenamento.

Alessandra Solmi