Sarah Scazzi: 5 ore di interrogatorio per la cugina


Dopo qualche giorno di silenzio, la vicenda di Sarah Scazzi è tornata all’attenzione dei media. Ogni giorno i maggiori talk show di approfondimento, contenitori pomeridiani non dissimili l’un l’altro, ospitano i collegamenti con i familiari della quindicenne scomparsa da Avetrana lo scorso 26 agosto.

Eppure, le indagini si sono, recentemente, ristrette proprio intorno a loro: i componenti della sua famiglia, e gli amici più cari. Una serie di coincidenze ed un’aria generale di vaghezza che si respira in quelle mura, nonostante possiamo vederle solo attraverso il piccolo schermo, aveva già portato l’opinione pubblica a dubitare dell’ambiente in cui Sarah viveva.

Prima i diari, poi la presunta doppia vita del papà della ragazza (che avrebbe una figlia piccola a Milano, da un‘altra donna, un’altra famiglia), e infine il ritrovamento del cellulare. Quello che avrebbe dovuto rappresentare la seria svolta alle indagini, non procura altro che ulteriori sospetti, l’orrida sensazione che qualcosa sia stato architettato dai familiari stessi.

Le numerose coincidenze hanno insospettito il già tentennante giudizio degli inquirenti, che hanno interrogato nuovamente la cugina Sabrina, per ben 5 ore, questo pomeriggio. Sarah Scazzi doveva raggiungere la sua abitazione, quella mattina, ma non sarebbe mai giunta a destinazione. Solo 400 metri di distanza a separare le due case, un viale che sembra aver inghiottito l’adolescente. Lo zio Michele ha parlato di un rimbombo proveniente da un’auto di grossa cilindrata, proveniente dal viale sottostante, quasi a lasciar intendere che è stato testimone oculare del rapimento: qualcuno su una grossa macchina ha rapito sua nipote.

Ma si tratta della stessa persona che, a distanza di un mese, ha ritrovato il cellulare della ragazzina, bruciato tra le stoppe che, a loro volta, erano in preda alle fiamme.

E se il telefonino sia stato lanciato nel rogo appositamente? Se fosse stato integro, fino a due minuti prima del ritrovamento? La Procura ha colto questi indizi, gli inquirenti analizzano sospettosi le coincidenze, e il segreto istruttorio protegge quelle 5 ore in cui la cugina Sabrina ha dovuto riconfermare la propria versione. O i dubbi perpetuati da queste inquietanti connessioni.

Carmine Della Pia