Buried: sepolto vivo per un’ora e mezza


Ricordate Kill Bill? E Kill Bill 2? E la scena in cui la Sposa – Uma Thurman è sepolta viva con una torcia sulla fronte e un coltellino nello stivale? Quei sei minuti sono stati così asfissianti da aver sofferto, almeno per qualche istante, di fame d’aria?

Immaginatevi quei 6 minuti allungarsi e diventare circa 90. Un film, un’ora e mezza sotto terra con Ryan Reynolds, il marito di Scarlett Johansson, che cerca di capire perché sia finito lì dentro, e di trovare, magari, il modo di uscire.

Buried esce nelle sale italiane in 180 copie distribuite da Moviemax, il prossimo 15 ottobre.

La storia circolava a New York da tempo, molti ne restavano affascinati, ma non al punto da finanziarla e trasformarla in lungometraggio. Il regista spagnolo Rodrigo Cortes, oggi a Roma per presentare il film, ha creduto nelle potenzialità dello script dal primo istante, e il progetto si è rivelato un successo al festival di Sundance.

Girato con un budget irrisorio per la mecca del cinema a stelle e strisce (2 milioni di dollari), Buried ha riscosso un ottimo successo di pubblico e critica. “Per inscenare il tutto, abbiamo costruito sette casse diverse, una con pareti mobili, una più lunga, una ruotabile, una rinforzata per permettere a Ryan di colpirla senza distruggerla, e così via”, ha affermato Cortes.

Convincere l’attore protagonista, Ryan Reynolds, si è rivelato uno degli scogli più duri da superare per il regista, che al riguardo spiega: “La sceneggiatura gli era piaciuta moltissimo, ma anche a lui il film non pareva fattibile. Poi ha visto il mio precedente lavoro e ci ha ripensato. Mi ha chiamato per avere maggiori dettagli, l’ho incontrato a Los Angeles e abbiamo iniziato a girare”.

E sul paragone con la scena cult del film di Tarantino, aggiunge: “Ottima la sequenza di Quentin, ma quella durava sei minuti e non novantaquattro come il mio film”.

Carmine Della Pia