Madre di Sarah:”mia sorella e mia nipote lo sapevano”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:15

Il tragico epilogo del caso Scazzi, nessuno lo aveva neanche immaginato. Qualcuno pensava che Sarah fosse morta sin da subito, altri speravano ancora, almeno fino a ieri. La signora Concetta Serrano Spagnolo non ha mai creduto all’ipotesi della fuga e ha subito chiesto agli inquirenti di indagare all’interno della famiglia stessa ed è stato proprio lo zio ad uccidere la 15 enne. Ma di lui Concetta si fidava “ciecamente”. I primi sospetti sono nati, anche per lei, dopo il ritrovamento del cellulare di sua figlia e, scoperta la verità, non è riuscita a trattenere il suo atroce pensiero: Mia sorella Cosima e mia nipote Valentina lo sapevano.

Sarah era scomparsa il 26 agosto scorso e da quel giorno di lei non si è avuto più notizie. Molte le piste seguite, dalla fuga volontaria, al rapimento da parte di qualcuno conosciuto sul web. Ma la madre, Concetta Serrano Spagnolo, non aveva dubbi. Sua figlia era stata rapita e non si sbagliava. Non si sbagliava neanche quando ha chiesto agli inquirenti di indagare all’interno della sua famiglia perché in pochi sapevano cosa avrebbe fatto quel pomeriggio Sarah Scazzi: andare al mare con la cugina Sabrina.

Le ricerche si attivano sin da subito, ma di Sarah non c’è traccia, almeno fino a 7/8 giorni fa quando lo zio Michele Misseri trova il cellulare della nipote. Qualcosa non torna e si inizia a dubitare di un uomo che  fino a quel momento aveva ricoperto un ruolo marginale. E’ da questo momento che Concetta inizia a sospettare del cognato: Io su quell’uomo ho avuto sospetti sin dal giorno in cui ha trovato il telefonino di mia figlia in quel terreno.

E la madre di Sarah non si è sbagliata neanche questa volta. Le ricerche vanno avanti, i sospetti crescono alimentati da elementi che non tornano: solo dopo circa 36 giorni Michele Misseri dice di aver sentito in quel lontano 26 agosto il rombo di una macchina di grossa cilindrata. Poi le intercettazioni ambientali e infine, ieri, la confessione di quello zio fino a pochi giorni fa insospettabile.

Avevo ragione a dire ai magistrati di interrogarlo a lungo. Perché prima o poi avrebbe confessato. Così è stato” lo sfogo di mamma Concetta, tormentata da un altro atroce dubbio: “Mia sorella Cosima e mia nipote Valentina lo sapevano“.

S.L.

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