10 ottobre, Giornata nazionale persone Down: la scuola al centro

Si celebra domenica 10 ottobre l’ormai consueto appuntamento con la Giornata nazionale delle persone con sindrome di Down, organizzata dal CoorDown – Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down Onlus sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.

Quest’anno è stato scelto come tema centrale della campagna di sensibilizzazione quello dell’integrazione scolastica. Una scuola di qualità è un diritto e, da sempre, è in cima alla lista delle priorità del CoorDown. Il tema, quest’anno, è purtroppo ancor più di attualità a causa di decisioni politiche ed economiche che, invece di agevolare, penalizzano il percorso formativo degli alunni con sindrome di Down: la composizione di classi di 25-30 alunni, gli avvicendamenti e i ritardi nelle nomine degli insegnanti di sostegno, la mancanza di un tetto massimo di alunni con disabilità nella stessa classe, la consuetudine di accorpare gli alunni con disabilità con un unico insegnante di sostegno fuori della classe, l’utilizzo dell’insegnante di sostegno per supplenze.

Oltre 200 i punti d’incontro in tutta Italia, nelle piazze e in prossimità di chiese e centri commerciali, dove i volontari distribuiranno materiale informativo sulla sindrome di Down e offriranno una tavoletta/ “messaggio” di cioccolato (realizzato con cacao proveniente dal commercio equo e solidale) in cambio di un contributo per sostenere i progetti delle 80 associazioni che fanno capo al CoorDown.

La Giornata Nazionale vuole sensibilizzare l’opinione pubblica per creare una nuova cultura che superi i pregiudizi e luoghi comuni che ancora accompagnano le persone con sindrome di Down. “Oggi – ricorda il Coordown – sono numerose le persone con sindrome di Down inserite attivamente nella società: persone che lavorano e che praticano, ad esempio, attività sportive a livello agonistico. E forse non tutti sanno che esistono anche, seppur con minor consuetudine, casi di persone con sindrome di Down che guidano la macchina, che si laureano, che vivono da soli o in coppia in piena autonomia. Se la scuola è di qualità, anche il futuro è di qualità”.

Adriana Ruggeri