Raisi a La Russa: il “Secolo” non può morire

”Caro Ignazio, mi batterò fino alla fine affinchè il Secolo viva per tre considerazioni. La prima è che sono uno spirito libero: a me i giornali di idee piacciono, anche quando non le condivido, perché aiutano a ragionare; non apprezzo invece i fogli d’ordine o i quotidiani che fanno scandalismo per vendere, un secondo motivo è perché mi sono impegnato a raggiungere un obiettivo manageriale, e voglio dimostrare che la politica non sempre significa dispersione di risorse, un terzo è perché ho una storia che viene da lontano e non posso pensare di buttare al vento un simbolo del percorso della destra italiana, per di più mettendo sulla strada qualche decina di famiglie, solo per consumare una vendetta politica”.
E’ il contenuto della lettera aperta, pubblicata su ‘Il Secolo‘, che il deputato di Futuro e libertà per l’Italia ed amministratore dell’ex quotidiano di Alleanza Nazionale, Enzo Raisi, ha indirizzato al ministro della Difesa Ignazio La Russa, in seguito alle polemiche scoppiate negli ultimi giorni sull’immediato futuro del quotidiano attualmente “finiano”.
”C’è anche un ultimo punto, il più delicato – continua Raisi – E’ il rispetto delle consegne che ci ha dato l’ultimo congresso di An, che ci impegna tutti a conservare i beni di An e portarli integralmente nella Fondazione Alleanza Nazionale senza perdere pezzi. Ma questa è un’altra vicenda, una vicenda che ci porterebbe molto lontano, dove non avremmo mai voluto arrivare quando chiudendo An con un commovente congresso ci avviammo speranzosi verso la costituzione di quello che credevamo essere un grande partito plurale”, è l’amara conclusione della lettera.
Raffaele Emiliano