Sarah Scazzi: il popolo di Facebook tra cordoglio e vergogna

La notizia della morte di Sarah Scazzi, appresa intorno alle 23 di mercoledì scorso, ha scatenato un’ondata di reazioni sui principali social network della rete. Lo stupore ha preso d’assalto i tanti gruppi nati alla notizia della scomparsa della piccola Sarah, le tante comunità online sorte all’indomani del 26 agosto, l’ultimo giorno di vita della 15enne.

La speranza di poter tornare a vedere la ragazza, di porre fine all’incubo, di risolvere il giallo, ha così presto lasciato il posto all’amara conclusione della vicenda. Sarah è morta per mano dell’orco in famiglia, lo zio “insospettabile”, il padre di sua cugina, l’amica del cuore.

Ora sul web si moltiplicano i gruppi che ricordano la ragazza e condannano il “mostro di AvetranaMichele Misseri, lo zio 57enne omicida, che dopo aver soffocato la  vita della nipote, ha abusato anche del corpo ormai privo di vita della 15enne.
Tanti i messaggi di vicinanza alla madre della ragazza, tantissimi in ricordo di Sarah, il “piccolo angelo”. E poi le parole di condanna nei confronti del mostro, per il quale ora si invoca una morte più crudele di quella della nipote.

Ma al cordoglio si affianca la vergogna, a cui ormai ci si è abituati in casi del genere. La polizia Postale ha infatti provveduto a rimuovere dalla Rete non pochi gruppi inneggianti a Misseri, daMichele Misseri Eroe Italiano” a “Michele Misseri Fans“.

Un coro di protesta si è levato anche contro la conduttrice della trasmissione televisiva “Chi l’ha visto?“, Federica Sciarelli, rea di aver alimentato ad arte lo scoop mediatico della notizia dell’avvenuta morte della piccola Sarah, in diretta televisiva. Concetta, la madre della 15enne, si trovava infatti in collegamento con lo studio televisivo proprio dalla casa di Misseri, il cognato assassino, mentre veniva diffusa la notizia del ritrovamento del cadavere.

Raffaele Emiliano