I dubbi di La Russa in Afghanistan: sulle bombe decida il Parlamento

Ha scelto lo studio della trasmissione “In mezz’ora” di Lucia Annunziata, il ministro della Difesa, per dare fondo ai dubbi sulla strategia militare che il nostro Paese sta conducendo da anni in Afghanistan. Il giorno dopo la perdita degli ultimi 4 militari del contingente italiano nel Paese dell’Asia centrale, Ignazio La Russa mette da parte le polemiche e tenta di “correggere” il tiro.

Sa, il ministro, che giustificare la presenza dei nostri soldati in un territorio che non sembra “apprezzare” l’espatrio della democrazia (altrui) risulta sempre più difficile e per questo cerca di sgravare dalle sue spalle il peso di scelte scomode. “In Afghanistan – ha spiegato – tutti i contingenti internazionali presenti, Usa, Germania, Francia, hanno i bombardieri con l’armamento previsto, cioè le bombe. L’Italia no – ha precisato – Le bombe rischiano di fare vittime civili e io, anche contro il parere dei militari, decisi di farne a meno“.

Una decisione sulla quale il coordinatore del Pdl sembra però disposto a ritornare: “Ora – ha ripreso – di fronte a quello che sta avvenendo non me la sento più di continuare da solo su questa decisione, voglio che sia confortata da una decisione del Parlamento“.

Una richiesta di aiuto a cui Piero Fassino, intervenuto alla trasmissione domenicale di Rai3 subito dopo La Russa, risponde in tempo reale. “È giusto – ha commentato il responsabile degli Esteri del Pd – che il Parlamento valuti se l’attuale livello di sicurezza dei nostri soldati in Afghanistan è adeguato o meno. Le Camere devono discutere senza atteggiamenti propagandistici ma anche – ha precisato Fassino – prendendo decisioni che non espongano i nostri militari a nuovi rischi”.

“Non essendo in grado di fare una valutazione tecnica – ha continuato il dirigente del Pd – e non essendo un militare o un esperto di cose militari, mi propongo assieme al mio gruppo parlamentare di fare tutte le valutazioni di merito. Sulla base di queste valutazioni – ha concluso Fassino – assumeremo in Parlamento la decisione che riterremo più giusta”.

Maria Saporito