La monnezza della discordia. Chi impedisce la raccolta e chi invoca l’esercito

Lotte per i rifiuti, lotte tra i rifiuti.

E’ questo lo scenario che si sta vivendo nel Vesuviano, alle porte di Napoli.

Abitanti che insorgono affinché non si continui a ingolfare le discariche situate nelle vicinanze dei luoghi abitati, altri cittadini che non ce la fanno più a convivere con i sacchi dell’immondizia a causa del mancato servizio di raccolta dei rifiuti, conseguenza delle proteste dei primi.

I miracoli del governo Berlusconi sono finiti o il celeberrimo tappeto, sotto cui si suole mettere lo sporco quando non si vuole dare nell’occhio, si è rivelato troppo piccolo?

La risposta a questa domanda, ma soprattutto la soluzione a questo problema dovrà arrivare in fretta sennò si rischierà di ritrovarsi, ancor prima che ci se ne accorga, di fronte a una situazione di tutti contro tutti che potrebbe manifestarsi non solo con sit-in di protesta e cortei silenziosi.

La nostra non vuole essere una presa di posizione eccessivamente allarmistica, ma solo il tentativo di riflettere sui possibili sviluppi di un problema abbandonato dai media televisivi, ancora abbagliati dalle mirabolanti gesta di Mago Silvio capace di far scomparire, soltanto un anno fa, dalle strade di Napoli le montagne di monnezza facendo gridare al miracolo. A metà tra San Gennaro e Maradona.

Tra l’altro si sa: lontano dalla tv, lontano dal cuore. Ma non per tutti, o almeno non per chi con quel fetore deve conviverci quotidianamente.

Nel fine settimana sono ripresi a Terzigno le proteste dei comitati antidiscarica che hanno impedito per ore ai camion di svuotare i loro carichi di spazzatura.

Ma le proteste non finiscono qui: gli abitanti di Boscoreale hanno organizzato un falò sul quale hanno immolato centinaia di schede elettorali, mentre un altro gruppo all’ora di pranzo ha manifestato davanti alla biglietteria degli scavi di Pompei informando i visitatori delle condizioni in cui versa la loro terra.

Ma c’è anche chi dal governo si attende un’azione decisa nella risoluzione di queste  proteste: è il sindaco di Quarto, Sauro Secone, che  lancia un appello «al sottosegretario Guido Bertolaso, al governatore della Campania Stefano Caldoro, e a tutti coloro che hanno un ruolo nel ciclo dei rifiuti in Campania, affinché la gestione della crisi nel prelievo della spazzatura torni ad essere coordinata dall’esercito».

Foto: un manifesto esposto vicino al falò dove sono state bruciate le tessere elettorali (Gennaro Manzo/Lapresse)

Simone Olivelli