La Russa: via dall’Afghanistan entro il 2011

Mentre a Ciampino si attende l’imminente arrivo del velivolo che riporterà a casa le spoglie dei 4 alpini caduti due giorni fa in Afghanistan, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, fa il punto sulla difficile situazione da gestire. Parla di exit strategy e di decisioni importanti da prendere insieme, senza tralasciare il parere di nessuno.

“La nostra strategia – ha detto La Russa in un’intervista a “La Stampa” – è per prima cosa conquistare il territorio, addestrare gli afghani, dare alla politica di Kabul la possibilità di gestire in proprio la loro polizia e il loro esercito. Potrebbe avvenire che la nostra zona ovest entro il 2011 venga largamente consegnata al governo afghano, più di altre zone. A questo punto – ha continuato il ministro – dovremmo affermare il principio che noi non andiamo in un’altra zona”.

Il tempo del rimpatrio, insomma, potrebbe essere assai vicino. “Se noi riusciremo a fare uno sforzo – ha ripreso il coordinatore del Pdl – con l’aiuto di tutto il contingente internazionale, di dare al governo di Herat il controllo di tutta la zona ovest, quello sarà il momento per far rientrare la gran parte dei nostri soldati che hanno compiti operativi, concentrandoci sull’addestramento. Ecco perché – ha continuato La Russa – la missione internazionale può andare avanti fino al 2013, ma io spero che il nostro compito possa finire prima“.

Sulla proposta (avanzata ieri) di armare i bombardieri: “Se io lancio una bomba per difendere una colonna militare – ha spiegato il responsabile della Difesa – rimane una missione di pace. Non è l’arma che qualifica la missione ma il modo con cui la usi. Ora io dico che la situazione è cambiata e c’è una maggiore pericolosità: non me la sento di cambiare da solo questa impostazione e chiedo al Parlamento che deve decidere“.

Una presa di coscienza amara, che ha spinto La Russa a sondare il parere di tutti. Anche nell’opposizione: “Ho visto che Rutelli è a favore – ha detto – Fassino ha fatto una grande apertura, Parisi ha detto è giusto poter armare gli arei ma questo cambia la natura della missione. Io dico che non è vero perché l’Italia ha usato le bombe sganciandole in Kosovo durante il governo D’Alema: una missione che – ha ricordato il ministro – noi abbiamo votato”.

E alle critiche di chi denuncia l’impossibilità di esportare con le armi la democrazia in un Paese straniero, il coordinatore del Pdl ha replicato: “L‘errore è di chi pensa che non si debba mai fare ricorso all’uso della forza. E’ un’opposizione pregiudiziale – ha aggiunto – che si presenta quando ci sono gli americani come copratogonisti. Se ci fosse un nostro intervento senza anericani contro una dittatura di destra – ha concluso il ministro della Difesa – non ci sarebbe alcuna preclusione”.

Maria Saporito