Nuovi guai per Verdini: per lui ipotesi di abuso d’ufficio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:17

Non c’è pace per il coordinatore del Pdl, Denis Verdini. Un’informativa vergata dai Ros di Firenze attesterebbe, infatti, che l’ex direttore del Credito Cooperativo Fiorentino avrebbe favorito gli imprenditori Riccardo Fusi ed Ettore Barattelli, presidente del Consorzio “Federico II”, nei lavori di ricostruzione a L’Aquila.

Il reato ipotizzato dalla Procura abruzzese è “concorso in abuso d’ufficio con gli imprenditori Fusi e Barattelli” che, secondo gli investigatori, sarebbero stati agevolati da Verdini nell’assegnazione di alcuni importanti appalti nella città appena segnata dal sisma.

Verdini sarebbe, infatti, stato il tramite tra gli imprenditori amici e importanti esponenti politici coinvolti nella gestione del post-terremoto, come il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Avrebbe in pratica organizzato un incontro tra i tre nel corso del quale si sarebbe ipotizzata la possibilità di affidare al Consorzio “Federico II” (appena costituitosi) la direzione di alcuni importanti lavori a L’Aquila. Un’ipotesi poi divenuta realtà, che – secondo i carabinieri del Ros – dimostrerebbe come la “mediazione” del tiumviro del Pdl abbia procurato risultati rotondi ai due amici imprenditori.

Non solo. A insospettire Alfredo Rossini, il procuratore de L’Aquila che ha convocato per lunedì prossimo Denis Verdini, Riccardo Fusi ed Ettore Barattelli, sono anche i rapporti (non sono amicali) che esisterebbero tra il coordinatore pidiellino e l’ex presidente dell’impresa di costruzioni Btp. Ai magistrati fiorentini che lo scorso febbraio lo avevano interrogato sugli appalti del G8, Verdini aveva assicurato che le attività economiche comuni con Riccardo Fusi si erano concluse nel 1996.

Ma l’informativa dei Ros sbugiarderebbe il coordinatore. I carabinieri hanno, infatti, trovato tracce di cointeressenze finanziarie comuni tra i due, che risalirebbero a un paio di anni fa. A destare grande “curiosità” è in particolare la “Parved spa”, società costituita nel 2005 e posseduta al 98% da Denis Verdini (che però non risulta esserne socio). La società investì nell’acquisto del 25% delle quote della “Porta Elisa srl”, mentre le altre quote finirono a Roberto Ballerini, Davide Bartolomei e alla moglie di Riccardo Fusi, Stefania Cecconi.

Un anno dopo – il 28 novembre del 2006 – la società cambiò nome (da Parved a Parfu) e proprietari, passando dalle mani di Verdini a quelle dei fratelli Riccardo e Milva Fusi. Almeno fino a quella data, dunque, i rapporti finanziari tra l’ex numero uno del Credito Cooperativo Fiorentino e l’ex direttore della Btp sono innegabili. E Verdini dovrà risponderne ai magistrati.

Maria Saporito

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