Andrea Rodini vocal coach di Morgan commenta la sesta puntata di X Factor

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:31

E’ un onore per Newnotizie ospitare le osservazioni di Andrea Rodini, musicista, insegnante nonché ex vocal coach di X Factor per due anni a fianco di Morgan.
Un punto di vista scevro dall’ossessione del politicamente corretto bensì teso a dire quello che molti pensano ma poi, alla fine, nessuno dice. Volemose bene? Grazie a Dio non per forza.

Allora io voglio un X Factor per ingegneri o cardiochirurghi con la possibilità di scegliere attraverso il televoto se fare un ponte in acciaio o in plexiglass e se operare con il laser o a cuore aperto!

Di solito il martedì lavoro, ieri no e ho visto la sesta puntata di X factor

Sono contro il suffragio universale.

La ggggente non capisce, la ggggente non ha gli strumenti per capire (di questo si dovrebbe occupare la scuola, solo di questo: di fornire gli strumenti di indagine e di critica).

E siccome è così difficile dirlo in diretta, lo dico io in differita: doveva essere eliminato Stefano.

Stefano è un caro ragazzo, molto sensibile e che stimola lo spirito crocerossino, ma NON è un cantante e X FACTOR è/era una trasmissione per cantanti.

Ovviamente niente di personale!

Ieri di musica se n’è ascoltata proprio poca.

Le puntate a tema (ieri la dance) tolgono ai giudici la responsabilità di scegliere a 360 gradi. Ti vengono forniti dei binari ed è sufficiente che tu li segua. Come un tram.

Per i cantanti è un po’ più difficile perché sono costretti a rapportarsi con un genere che magari non li rappresenta.

Il migliore è stato inaspettatamente Dami: perfettamente a suo agio, voce forte e presenza.

Pensavo lo cacciassero. E’ molto difficile entrare a trasmissione in corso e salvarsi. La gggente si affeziona ai cantanti e ti percepisce come un intruso.

Per il resto poca cosa. Una serie di performances da 6 con Nevruz e Nathalie un po’ più su anche se il pezzo di Nathalie era molto sbagliato (lei si è salvata in corner perché è brava).

La cosa più bella della serata è stata l’esibizione di Marco Mengoni (fatelo tacere quando parla!).

Non sono un fruitore di quel genere di musica ma Mengoni è veramente un fuoriclasse. Se gli scrivessero i pezzi giusti potrebbe diventare internazionale.

Se la coerenza è una virtù allora Bob Sinclair, l’altro ospite, è un virtuoso. Fa musica da centro commerciale o villaggio vacanza e infatti lo studio si è trasformato nel teatro all’aperto di un villaggio Alpitur (turisti fai-da-te? Hai hai hai hai!). Ma porc* put*+°§!!!

Un appunto sull’audio da casa: Pessimo! Si dice “fuori” di una voce che emerge dalla musica e “dentro” di una voce che si amalgama con la musica, quasi a confondersi con gli altri strumenti. Nella Dance è meglio tenere la voce un po’ “dentro” e trattarla con riverberi di un certo tipo. Questa soluzione fa emergere di più la sezione ritmica (basso e batteria), creando quella sensazione di sogno, di festa di cui la musica dance necessita.

Nella musica cosiddetta “d’autore”, la voce è più “fuori” perché la cosa importante è comprendere il testo. Bene: ieri le voci erano quasi tutte troppo “fuori” (soprattutto quella di Dorina). La Dance così muore (e anche Dorina).

E’ come sentire De Andrè cantare un pezzo di Lady Gaga: c’è il rischio che non abbia lo stesso “tiro”.

Pensavo che Dorina arrivasse in finale. Non mi aveva mai convinto fino in fondo ma aveva “qualcosa”. Scusate: HA “qualcosa”: magari è la “X”!.

Sempre con piacere

Andrea Rodini

Valeria Panzeri


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