Fiorello e la “Passione” napoletana di John Turturro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:30

Che John Turturro sia uno dei grandi oriundi italo-americani del cinema è cosa risaputa; a testimoniarlo in maniera chiara sta lì il suo cognome, che tradisce origini origini pugliesi. Sangue meridionale, dunque, è quello che scorre nelle vene di questo attore e regista newyorchese, che dal 22 ottobre uscirà nelle sale con il suo personale tributo alla città simbolo del Mezzogiorno: Napoli. Con un documentario low-budget da lui diretto e significativamente intitolato Passione, Turturro ha voluto rendere omaggio alla musica partenopea, grazie anche al sostegno produttivo della Rai e dell’Istituto Cinecittà-Luce.

Tra i tanti interpreti del film spicca la presenza di Fiorello, cimentatosi in una rivisitazione del classico di Renato Carosone Caravanpetrol, nel peculiare set della Solfatara. La seconda volta per lo showman siciliano, che si era già cimentato in una cover di Carosone (Tu vuo’ fà l’americano) ne Il talento di Mr.Ripley di Anthony Minghella. Coincidenza su cui lo stesso Fiorello ha scherzato: “Credo che il fantasma di Carosone – ha dichiarato ai microfoni di Repubblica – compaia nel sonno ai registi, convincendoli a dare a me, che non sono nemmeno un cantante, i suoi brani…”.

Oltre a lui nel film anche Raiz e Beppe Servillo (quest’ultimo voce degli Avion Travel), il quale ha dichiarato come “questo film ci ha cambiato tutti; l’occhio di Turturro può portare la musica napoletana lontano, oltre la nostra terra”. Lo stesso Turturro, in conferenza stampa dopo la proiezione in anteprima al cinema “Trianon” di Napoli, ha confermato questa vocazione internazionalista della musica napoletana: “Le proiezioni al festival di Toronto e quella di New York sono state un successo, tutti a chiedermi dove trovare i cd di questi straordinari artisti napoletani”.

Passione, allora, per una terra dilaniata ma culturalmente ricca, sventrata dalla camorra e dalla malavita organizzata ma con una tradizione culturale così forte che risulta nonostante tutto intatta. “E’ il mio piccolo regalo per Napoli – ha dichiarato Turturro – spero che sia accettato e capito”. Poi il regista e attore americano ha concluso dicendosi consapevole dei molti problemi che attanagliano il capoluogo campano, ma augurandosi che il film possa essere uno stimolo: “lo abbiamo realizzato con un budget limitato – ha detto – e dimostra che con un minimo sforzo si può ottenere un ottimo risultato“. E in queste ultime parole, forse, c’è il più grande omaggio di Turturro all’ingegnosità della cultura partenopea.

Roberto Del Bove