Tesoro da due milioni di euro sequestrato agli usurai

Roma , 13 Ottobre.  Il 6 Ottobre scorso, gli uomini della  squadra mobile della Polizia danno il via alla cosiddetta ” Operazione tempesta“. L’intervento delle forze dell’ordine verteva a sgominare una banda di usurai operanti nella capitale, che praticavano, a quanto pare, tassi che andavano dal 3 a 10% mensili.

Le vittime venivano praticamente ridotte all’osso. L’indagine era partita da un autosalone, vittima degli strozzini, che si era trovato a dover fronteggiare tassi d’interesse prima spropositati e di seguito letteramente impossibili. Una volta avviate le indagini, i poliziotti hanno scoperto il cosiddetto vaso di Pandora. In poco tempo i casi di usura venuti alla luce, di gravità analoga o anche peggiore di quello dell’autosalone sono risultati essere varie decine.

Le indagini su ” Er fruttarolo”, questo sembra essere il nome di uno degli usurai, hanno portato al sequestro di alcue cassette di sicurezza.Al loro interno, gli agenti della mobile hanno trovato un vero e proprio “tesoretto”. Due milioni di euro. F.M. avrebbe avuto ( come minimo) una tale disponibilità economica, frutto con tutta probabilità dell’attività di usuraio per la quale è imputato. La metà della cifra era custodita in contanti. L’altra metà in titoli.

L’operazione “Tempesta” condotta dalla Mobile di Roma e dai militari della Guardia di Finanza aveva portato in tutto all’arresto di 11 persone. Fabrizio Giardini, proprietario del suddetto autosalone era passato da vittima degli usurai a potenziale complice.  Quanto ipotizzato dagli inquirenti consiste nel fatto che, stretto dal terribile meccanismo usuraio a catena, Giardini, era passato da uno strozzino all’altro, cercando di salvarsi proponendosi come intermediario nel “reclutare” nuove vittime.  Poi era però entrato  in possesso di una pistola, con la probabile intensione di farsi giustizia da solo  A quel punto gli agenti erano intervenuti.

Denunciato  e arrestato per “possesso di arma clandestina”, contestualmente  i militari avevano arrestato Luca Giraldi, detto ‘il gioielliere’, Massimo Fedeli, detto ‘il fruttivendolo’ e l’imprenditore Giuseppe Scaccia. A quanto è stato possibile apprendere,  i due milioni di euro sequestrati oggi dalla polizia rientrerebbero nel tesoro personale di Fedeli ” il fruttivendolo” o, appunto “er fruttarolo”.

A.S.