Bufera su Formigoni, smentite molte firme che lo hanno riconfermato governatore

La cronaca delle ultime ore riporta notizie davvero imbarazzanti per il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. Stando ai bene informati, infatti, molte delle firme inserite nella lista “Per la Lombardia”, che avrebbero contribuito a farlo rieleggere governatore, sarebbero false. Peggio: sarebbero state inserite a insaputa dei diretti interessati per mano di qualche “sodale”, attratto dall’idea di prolungare la permanenza di Formigoni al Pirellone.

Raggiunti al telefono, molti dei presunti firmatari della lista hanno risposto con un: “Non ci posso credere“. C’è la signora che ha votato con convinzione Lega, il giovane orientato su tutt’altri schieramenti, l’anziano impossibilitato a muoversi dal letto. Tutti cadono dalle nuvole e tentano una spiegazione: “Guardi si sbaglia, non posso essere io“. E infatti, stando alle perizie del grafologo “ingaggiato” dai radicali di Marco Cappato, “diverse firme risultano espresse con caratteristiche grafiche che si ripetono in maniera peculiarmente uguale, come se fossero state realizzate con uno stampino”.  Un’analisi che ha condotto il dottor Brugnatelli a concludere: “Si deve dedurre che quelle firme siano state fatte da una sola mano“.

Aggiornato sui fatti, il governatore della Lombardia ha abbozzato una pallida difesa: “Ho provveduto a chiedere ai partiti che hanno appoggiato la mia candidatura – ha detto Formigoni – di capire e reagire dove ci fossero novità, ma sono fiducioso. Finora abbiamo sempre avuto ragione”.

Di segno inverso il commento di Marco Cappato, che vede già scorrere i titoli di coda sull’amministrazione Formigoni: “Sul piano politico – ha notato – l’inchiesta squarcia un velo sulla gravità non solo dei fatti commessi, ma anche delle parole dello stesso Formigoni. Chi mente? Noi o lui?”.

Promette battaglia anche Davide Boni, presidente leghista del Consiglio regionale della Lombardia: “Se dovesse emergere che le regole non sono state rispettate – ha tagliato corto – allora qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di riportare al voto la Lombardia“.

Maria Saporito