Grecia: la polizia carica contro i manifestanti

Manganellate, lacrimogeni e spray al peperoncino. Cariche della polizia speziate in omaggio alla rinomata cucina ellenica?

Ebbene no. Le azioni della polizia di Atene, balzata agli (dis)onori della cronaca, in una notte del dicembre di due anni fa, per l’uccisione del quindicenne Andreas Grigoropoulos nel corso di una manifestazione e il cui colpevole è stato nei giorni scorsi condannato all’ergastolo, oggi è intervenuta per mettere fine alle proteste che da quarantotto ore si erano concentrate all’ingresso dell’Acropoli.

I manifestanti, tutti dipendenti del Ministero della cultura, hanno ostacolato l’apertura del sito archeologico ai turisti come reazione alla decisione del governo di ridurre il numero di lavoratori a tempo determinato.

La decisione del governo Papandreou rientra tra le azioni che la Grecia ha accettato di attuare, in accordo con l’Unione Europea e il Fondo monetario internazionale, come garanzie per l’impegno a ridurre il deficit pubblico.

Dal canto loro, i manifestanti rivendicano anche il pagamento di numerosi stipendi arretrati.

In Grecia, che in questo è sorella di una buona parte dell’Italia, vige il cattivo costume per cui nei periodi immediatamente precedenti alle elezioni i politici, o chi per loro, offrono numerosi posti di lavoro come moine per attirare future preferenze elettorali. Il tutto spesso è condito dal fatto che i benefattori non si curano di verificare se esistono le condizioni economiche per mantenere certe promesse.

Guardando alle vicende greche, viene difficile non pensare alla situazione nel nostro paese con, da una parte, le proteste degli ultimi giorni da parte dei lavoratori e degli studenti e, dall’altra, le reazioni dei politici – ministri o sindacalisti, in questo periodo, sembra fare poca differenza – a bacchettare i protestanti giudicandoli un po’ fascisti, un po’ burattini al soldo di chi cerca solo la delegittimazione dell’avversario politico.

C’è solo da sperare che a Maroni non venga in mente di dotare le forze dell’ordine di opportuni sfollagente alla polenta.

Simone Olivelli