Sarah Scazzi: lo zio e Sabrina non erano insieme, la verità dai tabulati telefonici

Gli ultimi dettagli sulla tragica fine di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana strangolata e poi violentata dallo zio nel pomeriggio del 26 agosto, giungono dai tabulati telefonici. Secondo quanto emerso dalla loro analisi, nelle due ore successive alle 14.30 di quel torrido giorno d’estate, l’orco e sua figlia (Sabrina, la cugina di Sarah) non sono mai stati insieme.

L’agricoltore si sarebbe dunque recato da solo nelle campagne di contrada Mosca, dove – stando a quanto riferito dallo stesso Misseri – avrebbe abusato del cadavere della nipote prima di seppellirlo, già denudato, nel pozzo.

L’assassino ha anche affermato di aver gettato la fune con la quale ha strangolato Sarah in un bidone della spazzatura, mentre la batteria è stata abbandonata in un canale d’acqua.

L’avvocato Galloppa, il legale d’ufficio di Misseri, è intervenuto questa mattina ai microfoni di ‘Mattino Cinque’ su Canale 5, affermando che Misseri si è pentito subito dopo aver bruciato gli abiti della ragazza. Ha poi rilevato che il suo assistito “non ha mai espresso il desiderio di volersi suicidare”.

L’avvocato ha spiegato di aver visto l’insospettabile agricoltore “ancora sotto effetti di farmaci tranquillanti. I miei dubbi mi hanno portato a ritenere che ci fossero grosse incongruenze nella testimonianza rilasciata dal Misseri, ed è anche per questo che ho chiesto l’istanza al gip per la perizia psichiatrica, per capire se il mio assistito era o no capace di intendere e di volere al momento del fatto. Ma chiedo anche se il mio assistito abbia o meno la capacità di partecipare alle vari fasi del processo. Ho molti dubbi”.

Intanto ieri è tornata a parlare anche Concetta Serrano Spagnolo, la mamma della piccola. “Nel vocabolario delle lingua italiana non ci sono parole – ha detto la donna, intervenendo a ‘La Vita in diretta’ – per definire l’assassino di mia figlia“.

Non a caso Concetta  ha rivelato al cronista che in questo momento non ritiene opportuno avere legami con la famiglia di chi le ha portato via in questo modo la piccola Sarah, la ragazza intorno alla quale l’Italia intera si è stretta in giorni di ansia e speranza prima, di dolore poi.

Raffaele Emiliano