Maglie larghe: frode da 300mln di euro scoperta dalla GdF

Trieste, 15 Ottobre. Operavano  in diversi paesi d’Europa, soprattutto quelli dell’Est, Serbia, Ucraina, Bosnia, Croazia, Isole Marshall, Siria, Giordania, ma anche S.Marino, alcuni imprenditori che erano riusciti a mettere in piedi un giro d’affari, sporchi secondo la GdF, da 300 mln di euro. Il campo è quello del commercio di tessuti.

L’operazione che porta il nome ad hoc di “maglie larghe” ha portato all’arresto di un funzionario doganale di 55 anni ( che è anche un imprenditore di Monfalcone) e un proprietario di un’azienda di trasporti. Fondamentali questi ultimi per la frode ipotizzata dal pm Lucia Badovin, della procura di Trieste. Il commercio fittizio avveniva tra una quindicina di società site nel nord-Italia, tra Lombardia e Friuli soprattutto, amministrate pare da un altro imprenditore, almeno alcune, tutt’ora ricercato e svariate altre aziende estere “compiacenti”.

Nella nota diffusa dalle Fiamme Gialle, meritevoli di averla scoperta tramite le indagini svolte dal nucleo di polizia tributaria viene spiegato come “Il sofisticato sistema di frode prevedeva l’utilizzo di quindici società nazionali ubicate tra Lombardia, Lazio, Friuli-Venezia Giulia che effettuavano fittizie operazioni infra-gruppo e poi numerose operazioni di false esportazioni … movimentando tessuti e capi di abbigliamento al solo scopo di creare e monetizzare dei falsi crediti Iva“.

Le società estere servivano, a quanto ancora è possibile leggere nella nota diffusa dalla GdF, a coprire le false esportazioni. In tutto sono state sequestrate ben 14 società ed è stato possibile portare alla luce un giro di falsi acquisti del valore di circa 150 mln di euro ( a quanto sembra seprati e quindi aggiungibili, rispetto ai 300 della frode). In totale le autorità hanno ricostruito 287 operazioni finanziarie fasulle.

Gli indagati, 15 in tutto, in Tribunale dovranno rispondere, a seconda dei casi, di omessa e infedele dichiarazione, falso materiale e ideologico in atto pubblico, truffa aggravata ai danni dello Stato, uso abusivo di sigilli e strumenti veri.

A.S.