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Quelle parolacce di troppo: multa e sospensione per lo “Zoo di 105”

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La nostra si potrebbe definire a buona ragione un’epoca di oscurantismo culturale e falso perbenismo. Esemplare è il caso di Michele Santoro, depennato per due settimane dal palinsesto Rai col suo Annozero per aver detto un “Vaffa” (peraltro incompleto), con intervento diretto del Direttore Generale della Rai Mauro Masi (come se di parolacce in Tv non se ne sentissero; ma ovviamente guai a parlare di “censura di regime”: si tratta di giusti provvedimenti per la difesa del buon gusto). Ora ci si è messo di mezzo anche il Garante delle Telecomunicazioni, che ha sospeso e multato salatamente lo “Zoo di 105”, trasmissione di punta di Radio 105. Il crimine? Che domande: i conduttori dicono troppe parolacce. Nell’epoca in cui una madre apprende la morte della figlia in diretta Tv, difficile immaginare qualcosa di più volgare di un “vaffanculo”.

Ad onor del vero non è la prima volta. Già mesi fa alcuni animalisti protestarono per una puntata della trasmissione intitolata “Come si devono seviziare gli animali”; in quel caso furono gli stessi conduttori a fare marcia indietro e scusarsi, pagando di tasca propria degli spazi pubblicitari su Youtube. Questa volta, però, le cose sembrano stare diversamente. Contestatori e controcorrente nel midollo, i fan e i conduttori della trasmissione proprio non ci stanno e da mercoledì (giorno della sospensione) su Internet hanno montato una protesta impressionante. A capitanarla, ovviamente, il conduttore dello “Zoo”, Marco Mazzoli, che dal suo blog ha tuonato contro una decisione a dir poco controversa: “Ci hanno sospeso e multato – ha scritto Mazzoli – perché diciamo le parolacce? Sono dieci anni che le diciamo, quasi 11 e il Garante delle Telecomunicazioni se ne accorge adesso?“.

Tutto questo senza considerare che il programma ha sempre mantenuto il rispetto nei confronti della fascia oraria protetta: “Veniamo chiusi e multati perché usiamo un linguaggio comune – ha aggiunto il conduttore radiofonico – in una fascia non protetta su una radio nazionale? Sì, perché la legge Italiana dice che per le radio, la fascia protetta inizia alle ore 16:00!”. Sarebbe a dire dopo la fine della trasmissione, che va solitamente in onda dalle 14 alle 16.

Chiamatele esigenze diplomatiche o come preferite, ma la rete è corsa ai ripari e tramite Angelo De Robertis, direttore della radio, ha minimizzato: «È vero che l’Agcom ha contestato la volgarità di alcune trasmissioni – ha dichiarato De Robertis ai microfoni del Corriere della sera – ma sono risalenti al giugno del 2009 e che no e poi no, lo Zoo non è stato censurato e non è in onda semplicemente per una decisione autonoma della rete come già avvenuto tante altre volte. Ritornerà regolarmente lunedì, sempre dalle 14 alle 16″. Suona strano come la rete abbia deciso – di punto in bianco – di sospendere una delle sue trasmissioni di punta. Istinto di sano masochismo? Forse.

Le parole di De Robertis sono state comunque contraddette da Mazzoli, che dal canto suo ha invece alzato il tiro: “Qualcuno di molto in alto ci ha stoppato – leggiamo sul suo blog – . Questa volta non è stata la direzione della radio, la richiesta di chiusura arriva da molto più in alto. Prima o poi doveva succedere, qualcuno doveva imbracciare il potere e chiuderci la bocca ma non finisce qui! Lo Zoo non molla, vi terremo aggiornati ma intanto voi fate girare la voce. Non permettiamo alla classe politica di chiudere lo Zoo”. Fine del primo capitolo, per il momento. Ma intanto una cosa è certa: alla riapertura dello “Zoo” di lunedì prossimo se ne sentiranno delle belle.

Roberto Del Bove

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