Fini e il “movimento” che guarda alla legalità

Battute e convincimenti, accuse e buoni propositi: il discorso che il presidente della Camera ha scandito ieri nella sala (stracolma) dell’hotel Ramada di Napoli ha consegnato a tutti i presenti la convinzione che Gianfranco Fini voglia fare sul serio. Nella sua prima vera uscita ufficiale come leader di Fli, l’ex aennino ha pronunciato parole “robuste”, rimarcando più volte la distanza dal partito che ha da poco lasciato.

“Qualcuno avrà un travaso di bile – ha esordito – vedendo che non siamo quattro gatti“. Ed è il ‘la’ a un discorso “piccato”, teso a spiegare le ragioni che lo hanno condotto alla costituzione di Fli. Innanzitutto la definizione: più che un  partito, il presidente della Camera ama considerare la neo formazione da lui animata un “movimento d’opinione organizzato“. Sofismi della lingua che però lasciano presagire la volontà (almeno a parole) di Fini di inaugurare un nuovo modo di parlare di politica. Quasi la risposta a destra alla “narrazione” vendoliana.

“Non ha capito nulla – ha tuonato il presidente della Camera – chi dice che Fli è l’ennesimo partitino, vogliamo dare risposte a grandi questioni dove c’è stato un deficit di risposte da parte del Pdl. Dobbiamo riprendere quello spirito all’insegna di alcuni valori. In Italia – ha continuato – c’è necessità di organizzare un vasto movimento di opinione a fronte dei problemi che ha il Paese”.

Una necessità a cui ha tentato di rispondere lo stesso Fini, dando vita a un gruppo smanioso di aprire al rispetto categorico delle regole. “Probabilmente – ha ripreso l’ex aennino di fronte alla platea di Napoli – la prudenza assunta finora è stata tanta e ritengo che non aveva senso attendere ancora come ci consigliavano in tanti. Ribadisco che la politica necessita di un atto di responsabilità e la sua assunzione – ha puntualizzato – la devono prendere in tanti italiani per poter respirare un’aria nuova e pulita”.

Le regole stabilite sono chiare: no a parassiti e delinquenti, sì a chi intende costruire un progetto nuovo, aperto ai giovani, capace di unire e non di dividere. Anche per questo il presidente della Camera ha rigettato con sdegno l’etichetta di “Lega del Sud” che molti hanno tentato di cucire addosso a Fli. Il “movimento” che Fini ha in mente risponde ad altre esigenze: prima tra tutte quella della legalità. “Mi rifiuto di pensare – ha concluso – che chi fa tutto intero il suo dovere sia un fesso e chi evade sia un furbo”.

Maria Saporito