Home Televisione Grande Fratello 11: il figlio di un camorrista tra i concorrenti

Grande Fratello 11: il figlio di un camorrista tra i concorrenti

18 Ottobre. Se è vero che la casa più famosa d’Italia, rispecchia, o vuole rispecchiare l’intera società del nostro paese, allora, tra i concorrenti, ci può stare anche il figlio di un camorrista. La  malavita fa parte, che lo si voglia o no, appunto della nostra società, nel senso dell’essere una realtà concretamente esistente e non un qualcosa di cui si parla e basta.  Il direttore di Canale 5, Massimo Donelli,  definisce il format italiano del Grande Fratello come un “programma camelontico capace di attraversare darwinianamente la società italiana cogliendo, in ogni sua edizione, schegge rappresentative della realtà“.

Domani inizierà il GF 11, già “scoperto”, dalle anticipazioni che infuriano sui giornali e sul web. Perchè una simile scelta? La spiegazione dei responsabili di produzione è quella che descrive il concorrente come “un ragazzo che con molto candore ci ha parlato dei problemi con la giustizia avuti da suo padre che oggi non c’è più. Forse la trasmissione è un’occasione di riscatto, e comunque non pensiamo che le colpe dei padri debbano ricadere sui figli”. Lui insomma sarebbe “pulito”, starebbe cercando di farsi la sua vita  in modo onesto.

Molti però, non giudicano il concorrente, ma la scelta fatta dagli addetti alla trasmissione sì. I cattolici dell’Aiart protestano, la scelta è “pro audience”. Già, come si comporterà uno che la malavita l’ha vista così da vicino, che ci ha vissuto dentro sostanzialmente, chiuso all’interno di una pur splendida casa?  A prescindere dagli  atteggiamenti che adotterà, il pubblico sicuramente li seguirà interessato. La critica è giusta, ma forse fino ad un certo punto. Una trasmissione tv, in effetti, vive sulla pubblicità, e quindi sul numero assoluto di spettatori che la guardano e sulla percentuale di questi ultimi rispetto ai programmi concorrenti trasmessi in contemporanea. Fare audience è, in questo contesto, praticamente un dovere, una necessità.

Il problema è il limite; dove fermarsi per “decenza” e dove poter arrivare? Spettacolarizzare la camorra, sostiene Gianni Lettieri, presidente dell’unione industriali di Napoli, è del tutto sbagliato, la stessa non può “diventare un argomento da reality-show”. La trovata della produzione del GF 11  è sicuramente ardita. Staremo a vedere cosa ne penserà il pubblico.

Angelo Sanna