Tumore alla prostata, test urine per diagnosticarlo

Riuscire a individuare per tempo un cancro alla prostata potrà presto essere possibile tramite una semplice analisi delle urine. E’ quanto sostiene una ricerca americana dell’University of Michigan, che ha individuato in un marcatore (la sarcosina), l’alta probabilità di sviluppare un carcinoma alla prostata.

I ricercatori americani hanno studiato tramite la spectrometria di massa le concentrazioni di 1126 molecole presenti in tessuti prostatici sani, in tumori alla prostata in fase iniziale e in cancri gravi già metastatici. Dai risultati è emerso che 10 di questi metaboliti risultavano più diffusi nelle cellule in cui il tumore continuava a progredire. In particolare la sarcosina, uno di questi elementi, è apparsa legata alla prolificazione delle cellule cancerogene, ed era tanto più presente quanto più il cancro si dimostrava aggressivo.

Gli scienziati hanno deciso di concentrasi sulla rilevazione di questa proteina perchè essa è presente nelle urine dei pazienti e perchè i suoi livelli crescono moltissimo nei tessuti malati rispetto a quelli sani e aumentano ancora di più se il cancro è in fase di metastasi.

Nuove terapie farmacologiche potrebbero essere inoltre dirette contro la sarcosina: senza di lei le cellule neoplastiche diventano incapaci di migrare verso i tessuti loro circostanti. I vantaggi di una diagnosi precoce di cancro alla prostata si traducono in maggiori probabilità di guarigione per i malati e in prognosi più favorevoli, derivanti da un intervento terapeutico tempestivo.

Gli studi di approfondimento proseguiranno anche sulle altre nove molecole individuate che funzionano come marker tumorali, per poter mettere a punto nei prossimi anni un test multiplo che rilevi la presenza nelle urine della sarcosina e di altre sostanze utili a individuare la neoplasia prostatica e a inibirne lo sviluppo.

Adriana Ruggeri