Cesena-Parma, Zaccardo: “Minacciati miei cari dopo il gol”. Arrivate scuse dai romagnoli

Il Morbo di Bogdanov ha contagiato qualche tifoso in Italia. Dopo il vergognoso show offerto dal pseudo-tifoso slavo a Genova martedì scorso, c’è stato ieri a Cesena un gesto di entità minore, ma di gravità abbastanza simile. Stando alle dichiarazioni offerte da Cristian Zaccardo a fine gara, un gruppetto di tifosi del Cesena avrebbe aggredito e minacciato alcuni suoi amici e familiari, presenti in tribuna per vederlo giocare. Minacce che avrebbero portato la moglie ed il piccolo figlio di 3 anni di Zaccardo ad abbandonare lo stadio prima della fine della partita.

ZACCARDO: “BRUTTO EPISODIO DOPO MIO GOL” – La denuncia del Campione del Mondo di Germania 2006 è arrivata a fine gara davanti ai microfoni della sala stampa dello Stadio Manuzzi di Cesena. Il giocatore del Parma ha infatti detto che “C‘è stato un brutto episodio dopo la mia esultanza per il gol del pari: io non ho mancato di rispetto a nessuno, volevo solo condividere la mia gioia con i miei cari in tribuna; ed invece alcuni tifosi cesenati hanno costretto mia moglie, mio figlio di tre anni ed alcuni amici ad abbandonare lo stadio alla fine del primo tempo, perchè sono stati pesantemente minacciati“. Il difensore del Parma ha poi continuato il suo intervento in sala stampa affermando che “L’unica cosa che voglio fare adesso è ritornare a casa da mio figlio, sperando che quello che è successo non lo abbia scosso troppo“.

IN SERATA SCUSE DAL CESENA – La società romagnola ha presentato quasi subito le sue scuse a Zaccardo dopo l’increscioso fatto avvenuto durante Cesena-Parma. In serata infatti è arrivato un comunicato ufficiale del Cesena, nel quale c’era scritto che “Abbiamo appreso dai media delle lamentele di Cristian Zaccardo: non vogliamo entrare nel merito della questione, nè dispensare colpe o assoluzioni; qualunque sia la dinamica dei fatti, il Cesena Calcio presenta le proprie scuse ufficiali ai familiari del signor Zaccardo, intrepretando la sua denuncia come uno spunto per continuare a combattere l’inciviltà negli stadi ed a difendere i valori del calcio pulito e dell’ospitalità sportiva, che questa terra ha sempre degnamente rappresentato“.

Simone Lo Iacono