Inter, Eto’o-Milito diventerà un dualismo?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:07

Inarrestabile, spaventoso, semplicemente unico. Il Samuel Eto’o di quest’inizio stagione è una macchina da guerra inscalfibile e incontrastabile: 12 gol da fine agosto a metà ottobre, tra Supercoppa Italiana, campionato e Champions League. Stato di forma ai limiti della perfezione ed una fame di successo quasi anomala per un fuoriclasse che in carriera ha vinto praticamente tutto, mondiale escluso. L’Inter imperfetta di Rafa Benitez si coccola il suo faro, il suo leader, il suo campione insostituibile. Quel che preoccupa, in un certo senso, è il futuro immediato. Il pensiero va subito al partner collaudato di Eto’o, quel Diego Milito che un anno fa iniziò a trascinare i nerazzurri alla conquista del ‘triplete’. C’è e ci sarà un dualismo, ormai è inutile mettere la testa sotto la sabbia e non parlarne.

Chiedere, per conferma, allo stesso Benitez. Un insospettabile integralista, fedelissimo al suo 4-2-3-1 e per nulla disposto a invertire la rotta, nonostante l’evidente assenza di esterni alti di ruolo (Pandev e Coutinho sono due uomini adattati a tale ruolo). La logica e il buon senso dovrebbero indurre il mister spagnolo a optare per un 4-3-1-2 che garantirebbe ricambi a go go per l’undici titolare, ma lui non ci sente proprio. Si va avanti così, e un problema sta per venire alla luce. Già, perché Eto’o ha già detto e ribadito di non voler tornare ad occupare il ruolo di ala sinistra (come splendidamente fatto ai tempi di Mourinho). Il camerunense si sente prima punta, vuol giocare davanti e i risultati in termini di numeri ed efficacia sono dalla sua parte. E Milito? Che fine farà? Il ‘Principe’, attualmente ai box per problemi fisici, al rientro potrebbe trovarsi le porte sbarrate dal fenomenale compagno di squadra. L’ex tandem dei sogni diviso da un dualismo inevitabile? Sì, a meno che Rafa non si decida finalmente a metter da parte convinzioni e idee strampalate, puntando sul pragmatismo. Chi ha due campioni come Eto’o e Milito non può non farli giocare insieme. Il 4-2-3-1, con tutto il rispetto, vada a farsi benedire.

Alessio Nardo

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!