Api, Udc e Fli: meno province e più innovazione

L’accordo tra rutelliani, centristi e “futuristi” parte dall’abolizione delle Province. Ieri l’esponente di Api, Linda Lanzillotta, insieme a Italo Bocchino (Fli) e Gianluca Galletti (Udc), ha presentato alla Camera un ddl che propone di sforbiciare in maniera vigorosa sugli enti provinciali, portando il numero delle attuali 110 amministrazioni a 38.

Il criterio assunto per stabilire quale ente provinciale meriti di “sopravvivere” e quale no è quello connesso al numero degli abitanti. Le Province che contano un numero di abitanti inferiore a 500 mila dovranno “estinguersi” e fare gruppo con gli enti limitrofi, costruendo un nuovo ambito provinciale che non abbia meno di 500 mila abitanti. In base ai calcoli approntati dai promotori del testo (con l’ausilio di alcuni tecnici) si stima che il numero delle attuali 110 Province italiane dovrebbe significativamente sgonfiorsi e raggiungere quota 38.

Non solo: la sforbiciata sulle Province comporterebbe anche l’abolizione di 4 mila poltrone tra presidenti, assessori e consiglieri e la chiusura di 700 uffici periferici. Provvedimenti che – pallottoliere alla mano – secondo Api, Fli e Udc porterebbero a un risparmio complessivo prudenzialmente stimato intorno a un miliardo di euro. Cifra che tra l’altro – prefigurano i firmatari del testo – sarebbe destinata a crescere nel tempo.

I soldi risparmiati dall’operazione “taglia Province” targata Lanzillotta, Galletti e Bocchino verrebbero, infine, investiti in ricerca e innovazione, contribuendo a rimpinguare un fondo teso a rilanciare il Paese sfiancato dalla crisi economica. “Il dato politico significativo – è stato il commento consegnato ieri dalla stessa Linda Lanzillotta – è la convergenza tra Api, Udc e Fli“. Un laboratorio interpartitico che sembrerebbe rendere più credibile l’ipotesi dell’imminente costituzione di un “terzo polo”, capace di destabilizzare il bipolarismo di vecchia fattura. “Movimenti” che non possono essere ignorati (o sottostimati) dai partiti “reggenti” a destra e sinistra e che invitano a riflettere sull’opportunità di captare per tempo i segnali di nuove energie. Che potrebbero disegnare la terza opzione nazionale.

Maria Saporito