Briatore: “Se il mio QPR va in Premier League, sogno Lippi come allenatore”

Nel Made In Italy sbarcato oltre-Manica per mietere successi calcistici c’è anche lui, Flavio Briatore. L’ex-Direttore Esecutivo della Renault F1 è da anni co-proprietario con Bernie Ecclestone del QPR, una delle tante squadre di Londra che milita nella Campionship inglese. QPR che al momento guida la classifica della Serie B inglese con 27 punti all’attivo (+4 sul Cardiff City secondo), e che ha spinto Briatore a parlare di grandi progetti per il futuro del suo team.

“IN PREMIER LEAGUE CON LIPPI” – Flavio Briatore ha infatti rilasciato una lunga intervista su Chi, dove ha parlato di tanti temi, ma soprattutto di calcio. E sulla sua squadra ha rilasciato delle dichiarazioni che hanno fatto scalpore nell’ambiente del Calciomercato: “Io e Bernie Ecclestone abbiamo il 70% dei Queens Park Rangers; siamo primi in classifica e se dovessimo andare in Premier League ho un sogno: avere Marcello Lippi come allenatore“.

“BALOTELLI? QUI NON GLI PERDONERANNO NULLA” – Sempre parlando di calcio, Briatore ha rilasciato un breve commento anche su Mario Balotelli, l’ultimo italiano in ordine di tempo ad approdare in Inghilterra. Sull’ex-giocatore dell’Inter il proprietario del QPR ha rilasciato queste dichiarazioni: “I Nerazzurri hanno fatto bene a cederlo, perchè credo che fosse dannoso per il gruppo; qui in Inghilterra non avrà vita facile, perchè non ti perdonano nulla“.

“SUL FORCE BLUE GIUDICI HANNO CAPITO” – In chiusura d’intervista Briatore non ha parlato di F1, l’altro suo grande amore sportivo dal quale manca da molto tempo, ma di alcune vicissitudini personali che lo hanno visto come protagonista assieme alla sua famiglia. Il manager piemontese ha infatti parlato della controversa vicenda sul Force Blue, lo Yatch che la Guardia di Finanza gli aveva sequestato l’estate scorsa mentre lui e la famiglia vi erano a bordo:Il giudice ha capito che il Force Blue è e resterà un charter (una imbarcazione noleggiata con equipaggio a bordo compreso, ndr), ma i giornali ci hanno ricamato sopra lo stesso“.

Simone Lo Iacono