Elezioni Lombardia: i Radicali dal Gip con le firme false

Questa mattina, alcuni esponenti radicali si sono recati in tribunale a Milano con tre scatoloni contenenti le copie delle firme false, grazie alle quali, secondo quanto ipotizzato dagli stessi radicali, la lista di Roberto Formigoni avrebbe vinto le ultime elezioni regionali. Le scatole sono state consegnate al gip Cristina Di Censo, che il prossimo 28 ottobre dovrà decidere se archiviare o meno l’inchiesta penale per falso, avviata proprio da un esposto degli stessi radicali nel marzo scorso.

Capitanati dal giovane Marco Cappato, i radicali hanno consegnato questa mattinaq al gip Cristina Di Censo ben “474 firme sicuramente scritte dalle stesse mani e 99 fortemente sospette”, come ha spiegato il politico ai giornalisti presenti. In tribunale è stata depositata anche una perizia di un esperto grafologo, nominato per l’occasione dagli stessi radicali, con l’obiettivo di valutare la veridicità delle firme a sostegno della lista “Per la Lombardia” di Roberto Formigoni, schieramento che ha partecipato alle ultime elezioni regionali tenutesi nel marzo scorso, competizione elettorale che ha visto vincitore proprio Formigoni, nominato Presidente della Regione.

La denuncia degli esponenti radicali prese corpo proprio in quell’occasione, mediante la presentazione in Procura di un esposto in cui si ipotizzava la falsità delle firme a sostegno della lista di Roberto Formigoni. In quel caso, la Procura di Milano aveva chiesto, dopo poche ore dalla presentazione dell’esposto, l’archiviazione dell’inchiesta. I Radicali non si sono arresi di fronte alle decisione de tribunale e hanno ottenuto un’udienza fissata per il prossimo 28 ottobre dal gip  Cristina Di Censo. Nel caso in cui l’inchiesta venga nuovamente archiviata, Marco Cappato, come ha spiegato questa mattina davanti al Palazzo di Giustizia, ha già pronte le contromosse. I radicali presenteranno infatti un nuovo esposto con l’intera documentazione sulle firme, in alternativa chiederanno al Tar della Lombardia di aprire un nuovo procedimento per far luce sull’accaduto.