F1, Tilke: “La Corea una trappola d’asfalto”

Il Gp della Corea sta già creando scompiglio e movimentando gli animi all’interno del circus. Più il week-end motoristico si avvicina più i dubbi, le perplessità e i pensieri si fanno forza, delineando un quadro particolare ed interessante. I piloti sono preoccupati riguardo le condizioni dell’asfalto, talmente fresco e appena posato da non resistere al passaggio simultaneo di più di 20 monoposto di F1. In effetti il pericolo buche è da prendere seriamente in considerazione, ma ormai la gara si correrà quindi bisogna affrontare questo imprevisto. I Team invece non riescono a capire quale assetto sia il più adatto, e aspettano con trepidazione i primi responsi durante le prove libere. Chi invece appare tranquillo e quasi divertito di tutto ciò è Hermann Tilke, l’ideatore e progettista di questo circuito.

Tilke infatti voleva creare un po’ di caos nel mondo della F1, spiazzando il più possibile le squadre ed i loro piloti: “Poca aderenza, tanti testacoda e alcuni piloti sbaglieranno l’assetto. Alcune parti della pista sembrano quelle di un tracciato cittadino. Lo spazio è stretto e tutto è vicino al circuito. In altre parti permanenti, con curvoni veloci, sarà interessante guidare. Il primo settore favorisce i sorpassi e lo spettacolo, soprattutto con la frenata alla fine del lungo rettilineoA parole sembra tutto interessante, ma per ora sono solo ipotesi. Inutile però nascondere le enormi difficoltà incontrate durante la costruzione: “Prima di costruire, c’è voluto molto tempo per drenare l’acqua dal terreno. Poi, la stagione dei monsoni è stata più lunga del previsto. Non sono sempre stato sicuro che ce l’avremmo fatta, ma alla fine tutti hanno fatto un gran lavoro.” Effettivamente la pista è pronta, manca però tutto il resto.

Alcune tribune sono ancora sprovviste di seggiolini, le strade che conducono all’autodromo non sono asfaltate e per quanto riguarda l’Hospitality la situazione è tragica. Tilke però smorza tutta questo con: “Qua e là ci saranno cose che potrebbero non andare, ma il nucleo principale funzionerà” Non resta che aspettare allora, sperando che il troppo caos non rovini un appuntamento importante come quello di domenica.

Riccardo Cangini