Un assessore sul tetto vs Berlusconi e Tremonti

C’era una volta la Innse di Seriate, zona industriale della provincia milanese che qualcuno aveva deciso di trasformare, intascandosi i profitti annessi, in zona residenziale; una decisione che avrebbe portato alla chiusura dello stabilimento e al licenziamento di tutti i lavoratori.
C’era una volta un pò più recente, ad agosto del 2009, una gru alta 18 metri, dove quattro operai Innse, in rappresentanza di tutti i lavoratori che da oltre un anno occupavano lo stabilimento e difendevano i macchinari, scelsero di salire in segno di protesta, rimanendo per otto giorni sospesi, come sospeso era il loro futuro, fino alla vittoria della vertenza, con l’arrivo di un nuovo proprietario e il reintegro al lavoro di tutti i lavoratori.

Quelle giornate di agosto, che oggi in pochi ricorderanno, hanno rappresentato un fondamentale punto di svolta nella storia recente del movimento operaio, dando un esempio subito raccolto da migliaia di lavoratori, compresi precari e docenti, di tutta la penisola, saliti sui tetti di fabbriche, scuole e centri di ricerca per dare nuova visibilità alla loro condizione e rispolverare l’arma delle occupazioni come mezzo per vincere le proprie battaglie.

Da ieri, come – ha spiegato ai cronisti – ha deciso mentre attraversava l’oceanico corteo di lavoratori e studenti del 16 ottobre scorso, l’assessore alle politiche sociali e alla casa della Regione Toscana Salvatore Allocca (Federazione della Sinistra) si è incamminato sulle orme tracciate per primi dagli operai della Innse, andando ad occupare il tetto dell’Albergo Popolare di Piazza del Carmine a Firenze, dove intende rimanere ad oltranza, per dare visibilità e risalto alla drammatica realtà sociale che andrà a verificarsi a causa degli ultimi provvedimenti di “macelleria sociale” voluti dal ministro Tremonti e approvati dal Governo in virtù del patto di stabilità “lacrime e sangue”.

Il Governo fa macelleria sociale: i cittadini e i lavoratori sono parte lesa, così come Regioni ed enti locali ed è senza precedenti l’attacco del Governo allo stato sociale, ai diritti di cittadini e lavoratori. […] L’impianto della manovra non ha alcuna posta destinata allo sviluppo ed alla equità, ma ha come unico riferimento la riduzione della spesa pubblica di Regioni ed enti locali e, con essa, la riduzione della quota destinata agli interventi sociali, al trasporto pubblico, al sostegno dell’occupazione, il non rifinanziamento degli ammortizzatori sociali, alla sanità, alla scuola. Una riduzione drastica che arriva alla fine di un triennio in cui il governo Berlusconi aveva già messo ripetutamente le mani nelle tasche degli enti locali e quindi dei cittadini a cui sono destinati i servizi“.

“SpremItalia – si legge nel volantino che i compagni e le compagne della Federazione (Rifondazione, Comunisti Italiani, Socialismo2000 e sinistra Cgil) distribuiscono giù in strada, per informare il quartiere di ciò che sta accadendo – Berlusconi vuol mettere tetti al sociale, noi mettiamo il sociale sui tetti“.
“Se dormendo su queste tegole – ha spiegato Allocca in serata, prima di trascorrere la sua prima notte sulle tegole – riuscirò a riaccendere almeno in parte la fiammella di un conflitto sociale oggi quanto mai necessario allora si avrò vinto”.

“Di fronte alla macelleria sociale del governo noi comunisti non stiamo a guardare. – ha spiegato il segretario nazionale di Rifondazione Comunista/Federazione della Sinistra Paolo Ferrero in una nota di solidarietà – Esprimo pieno appoggio a Salvatore Allocca, assessore della regione Toscana per la Federazione della Sinistra, che oggi è salito sul tetto dell’Albergo popolare di Firenze per protestare contro i tagli del governo che demoliscono i diritti sociali dei cittadini e tagliano i posti di lavoro.
E invitiamo perciò gli amministratori locali a seguire l’esempio di Allocca. Nella manifestazione di sabato abbiamo detto che siamo tutti metalmeccanici e quindi adottiamo anche le forme di lotta dei metalmeccanici: sui tetti”.

Mattia Nesti