Adrien Brody vs Dario Argento: non mi paghi? Ti denuncio!


Adrien Brody ha denunciato il regista Dario Argento. Il motivo? Mancato pagamento.

Sembra una storia appena uscita dall’ennesimo call center, o da sedicenti aziende che promettono il botto, per poi negare anche lo stipendio. Invece i protagonisti di questo insolito episodio sono il premio Oscar Adrian Brody (per Il pianista di Roman Polanski) e Dario Argento, il maestro dell’horror.

Esce in questi giorni l’ultimo film del regista, Giallo, e mai titolo fu più profetico.

Brody scopriva solo dopo aver firmato il contratto per il film che non avrebbe potuto contare sui finanziamenti e che la cifra pattuita, 640 mila dollari, non era stata versata. Minacciando di abbandonare il set, ha poi preteso 3 milioni di dollari dai produttori, che, per far sì che le acque si placassero, gli avevano promesso 2 milioni di dollari di finanziamento.

Quei soldi non sono mai arrivati sul conto corrente dell’attore, che in seguito avrebbe anche firmato il contratto pay or play: una tipologia di patto attraverso cui un’artista si impegna solo ed esclusivamente per quel set per tutta la durata delle riprese, e in cambio riceve la cifra pattuita anche se il film non dovesse mai uscire. Anche questa volta, però, si è trattato di una fregatura, così Brody ha deciso di sporgere denuncia nei confronti dei produttori di Giallo, dell’Opera Film Produzione e la Giallo Production alla corte federale della California.

La richiesta della star è direttamente proporzionale ai cattivi rapporti instauratisi sul set: ingiunzione permanente sulla distribuzione del film, i 640 mila dollari pattuiti in fase di contratto e 2 milioni per frode e utilizzo dei suoi diritti d’immagine senza autorizzazione.

Qualcuno potrebbe pensare che ad una star come Brody i soldi non manchino, ma vedere un film in cui si è protagonisti ricordando di non essere stati pagati non dev’essere entusiasmante.

Giallo uscirà direttamente per il mercato in dvd: nonostante il battage pubblicitario dovuto al giro di vari festival, nessun produttore, né italiano, né statunitense, ha voluto acquistarne i diritti.

Carmine Della Pia