Italia-Serbia, Mantovano: “A Genova poteva finire male”

Non si placano le polemiche sugli scontri provocati allo stadio “Marassi” di Genova dagli ultrà serbi in occasione della partita tra la nazionale italiana e la Serbia. Dopo lo scaricabarile sulle responsabilità dei disordini e il timore che i tifosi violenti siano addirittura stati pagati per mettere in atto la vergogna trasmessa in diretta tv, torna sull’argomento il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, il quale nel corso delle comunicazioni del Governo alle commissioni riunite Affari costituzionali e Istruzione del Senato si è dichiarato convinto che a Genova sarebbe potuta finire male se non fosse stato per ”la gestione prudente delle criticità da parte delle nostre forze di polizia, favorita dal responsabile comportamento della tifoseria italiana”.

Mantovano ha dunque esaltato l’operato delle forze dell’ordine che hanno evitato che nel capoluogo ligure si ripetessero ”episodi terribili” come quelli ”avvenuti in passato con differenti scelte di ordine pubblico: l’Heysel, ma anche la Love Parade di Duisburg”.

Dal sottosegretario all’Interno è giunta anche una dura stoccata nei confronti delle autorità serbe, che non fornendo adeguate informazioni sui tifosi, hanno reso più difficile la gestione dell’ordine pubblico: ”Un sistema – ha spiegato Mantovano – funziona se ognuno recita fino in fondo la propria parte e, come emerso, le informazioni sui tifosi serbi non sono state messe a disposizione delle autorità di sicurezza italiane”.

Raffaele Emiliano