Palermo: veleni tra il sindaco “lavativo” e il governatore “farneticante”

E’ uno scontro senza esclusione di colpi quello tra il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, e il primo cittadino di Palermo, Diego Cammarata. Il capoluogo siciliano versa in condizioni critiche: dopo l’azzeramento della giunta comunale avvenuto a luglio, ieri il sindaco ha nominato la nuova squadra di governo e ripristinato i servizi di assistenza domiciliare per disabili e anziani. Ma nel bilancio complessivo, le cose che non funzionano a Palermo restano enormemente di più rispetto a quelle che funzionano e – nel caos amministrativo e gestionale – i protagoinisti della politica isolana non esitano a rimpallarsi presunte colpe e responsabilità.

Ad accendere la miccia è stato ieri l’assessore alle Politiche giovanili di Palermo, Raoul Russo, il quale – per spiegare il ritardo relativo al ripristino dei servizi assistenziali in città – ha telegraficamente dichiarato: “Il ritardo non è dipeso da noi, ma dalla Regione siciliana”. Un’accusa a cui ha prontamente replicato il governatore, Raffaele Lombardo: “La Regione fa tutto ciò che può per Palermo – ha scandito – La verità è che non abbiamo un interlocutore, perché purtroppo Cammarata è un sindaco che, nonostante le porte aperte della Regione, è come se non ci fosse. Non chiede, non concorda nulla – ha rincarato Lombardo – ma questo non lo dico io è sotto gli occhi di tutti”.

Chiamato direttamente in causa, Diego Cammarata ha quindi tentato un contrattacco ai danni dell’avversario: “Mi indichi una sola cosa – ha detto, riferendosi al presidente della Regione – fatta per Palermo. In questi due anni non ha mai mantenuto fede agli impegni presi”. A surriscaldare ulteriormente il clima ci ha pensato poi Alberto Campagna, deputato regionale del Pdl, vicino al primo cittadino di Palermo: “Le farneticazioni e le bugie del presidente della Regione Lombardo – ha tuonato – hanno ormai superato il limite della decenza. Un vero e proprio delirio di onnipotenza da monarca assoluto, di colui che può tutto solo per nascondere il proprio fallimento politico”.

“Non avendo altri argomenti – ha continuato Alberto Campagna – attacca il sindaco di Palermo, reo di non essersi genuflesso alla sua corte ed ai suoi cortigiani. Lombardo piuttosto dica la verità, che è sotto gli occhi di tutti: non aver mai supportato con i fatti e con le risorse il governo della città, abbandonando lui – ha concluso – Palermo”.

Maria Saporito