Sarah Scazzi: il gip crede a Michele, Sabrina resta in carcere

Sabrina Misseri resta ancora in carcere per l’accusa di concorso in omicidio e sequestro di persona. È quanto disposto dal gip di Taranto, Martino Rosati, che accoglie quindi la richiesta del procuratore aggiunto Piero Argentino e dal sostituto Mariano Buccoliero.

Accusata dallo stesso padre, Michele Misseri, in un primo momento reo confesso dell’omicidio e dello stupro di Sarah cadavere, di aver partecipato al delitto, Sabrina continua a professarsi innocente. La confessione dello zio della vittima, pertanto, risulta “attendibile”, stando alle parole del gip, mentre i legali di Sabrina, Vito Russo e Emilia Velletri, chiedono una copia degli atti contenuti nel fascicolo di indagine per le operazioni peritali dei Ris, che si terranno lunedì prossimo.

Le operazioni verteranno soprattutto sulle analisi dell’auto Seat Marbella, su cui è stato caricato il cadavere di Sarah prima di essere sepolto in un pozzo, e del cellulare della ragazzina: le impronte sullo stesso sarebbero giustificabili, ma saranno visionate anche le numerose tracce lasciate sulla batteria.

L’ultima giornata di indagini è stata particolarmente piena di versioni discordanti: prima il convolgimento di Cosima, che nonostante abbia coperto l’omicidio non può essere indagata, poi la decisione del gip di trattenere ancora Sabrina, e ancora il luogo del delitto, che potrebbe essere una stanza di casa Misseri.

Qui, ieri, è stato eseguito un sopralluogo per cercare dettagli che avrebbero confermato l’ipotesi: un mazzo di chiavi appartenuto a Sarah e la corda con cui sarebbe stata strangolata. L’ispezione ha avuto, però, esito negativo.

Intanto, nella puntata di ieri di Chi l’ha visto, sono stati confermati alcuni particolari che getterebbero in ombra Sabrina, più di quanto le dichiarazioni di Michele non abbiano già fatto: un sms che la ragazza mandava ad una giornalista della trasmissione (“Mi faccio schifo, sono l’unica a non andare da Sarah…”), e una telefonata che Misseri avrebbe fatto alla figlia subito dopo il suo arresto, il 7 ottobre alle quattro del mattino.

Carmine Della Pia