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Francia: passa riforma delle pensioni

La riforma sulle pensioni ottiene il via libera dal Senato. La Francia, nonostante le proteste degli ultimi giorni, vara quindi la contestatissima norma. In un clima di proteste e tensioni, Nicolas Sarkozy ha mantenuto la parola data. Nei giorni scorsi, aveva detto che il governo non sarebbe tornato indietro. Pochi minuti fa il sì del Senato.

Un’atmosfera di polemiche intorno al disegno di legge sull’innalzamento dell’età pensionale. A Grandpuits, nella mattinata odierna, le forze dell’ordine hanno sgomberato una raffineria occupata da dipendenti in sciopero. Su questa vicenda vi sono voci discordanti. I manifestanti parlano di “aggressioni”, gli agenti si difendono dicendo che hanno compiuto il loro dovere. Questo è una goccia nell’oceano delle infinite manifestazioni contro la l’innalzamento dell’età della pensione.

Ieri Marsiglia è stata messa in ginocchio dalle dimostrazioni. Per circa cinque ore l’aeroporto è stato bloccato la stazione portuale colma di montagnole di spazzatura, visto lo sciopero degli operatori ecologici.“C’è un serio pericolo per la sicurezza e la tenuta di Marsiglia” aveva detto il sindaco Michel Sappin. Operai, impiegati, disoccupati e studenti in piazza che non sono serviti a frenare la legge ora approvata. Questo mese la Francia è rimasta paralizzata. Otto scioperi nazionali nei sedici giorni di ottobre. Da Le Havre a Nizza, passando per capitale dimostrazioni per dire no a questa modifica. Purtroppo l’epilogo non è sempre stato sereno. Risse e arresti hanno caratterizzato buona parte. Una guerra, seppur non fisica, c’è stata fra sigle sindacali e Ministero dell’Interno. Oggetto del contendere le cifre dei partecipanti, che per i sindacati superava mediamente i due o tre milioni, mentre per le autorità di pubblica sicurezze vi erano meno persone.

Ricordiamo che la modifica prevede l’innalzamento, dai 65 ai 67 anni, dell’età per ritirarsi dal lavoro. L’amministrazione Sarkozy ha sempre difeso questo emendamento, dicendo che è di spirito equo. Per i sindacati, CGT in testa, un affronto ai lavoratori. Una polemica che ha trovato spazio nelle cronache estere e che continuerà ad averne.

Matteo Melani