Sarah Scazzi: il suo cadavere occultato da più persone

Vecchi elementi d’indagine si incrociano e si allineano a quelli più recenti. “Abbiamo parcheggiato, ho parcheggiato“; uno dei primi e principali dubbi nell’inchiesta sull’omicidio efferato di Sarah Scazzi risiede in quelle quattro parole, pronunciate durante la prima confessione da Michele Misseri, reo confesso zio della 15enne di Avetrana, trovata morta in un pozzo.

E’ proprio la pietra, messa sopra a quell’introvabile buco, ad occultamento del cadavere, che ha fatto pensare agli inquirenti che altre persone potrebbero essere implicate nell’omicidio di Sarah. Quel masso è troppo pesante, impossibile spostarlo da soli, anche per un contadino che ha lavorato la terra per 40 anni, come “zio Michele”. Lui è molto robusto, ma quel sasso sarebbe impossibile da spostare per un uomo solo. Nemmeno con l’aiuto di Sabrina Misseri, la figlia accusata di omicidio volontario in concorso e sequestro di persona e rinchiusa nella sezione femminile del carcere di Taranto, l’assassino di Sarah, auto-accusatosi, avrebbe potuto spostare, ne tantomeno sollevare, quel blocco di pietra. Indiscrezioni indicherebbero la necessità di almeno tre persone dotate di buona forza fisica.

Gli inquirenti pare sospettino almeno di un amico di Misseri padre, ma di voci in questa vicenda ne corrono molte e tutto ciò che trapela va preso con il beneficio del dubbio. La notizia dei presunti sospetti degli inquirenti su eventuali collaborazioni nell’occultamento del cadavere di Sarah Scazzi, è stata data in diretta alla trasmissione di Rete 4,  Quarto Grado, condotta dal giornalista Salvo Sottile, ma come accennato all’inizio non è la prima volta che tali sospetti fanno capolino nell’inchiesta.

Le confessioni di Michele Misseri sono dagli inquirenti considerate attendibili su molti fronti, ad esempio quello, fondamentale, della dinamica con la quale Sarah sarebbe arrivata in garage, trascinata da Sabrina; minuti quelli, descritti meticolosamente nella seconda e più recente confessione, di cui abbiamo pubblicato un significativo stralcio. Restano però diverse anomalie come quest’ultima riguardante la reale possibilità di nascondere il cadavere in totale autonomia da parte di Michele Misseri e la durata dello strangolamento della ragazzina, 5-6 minuti per suo zio, solo 2 per il medico legale, il Prof Gino Strada, a meno che si ipotizzi che chiunque abbia ucciso la povera Sarah abbia continuato per almeno altri  tre minuti a stringerle implacabilmente la corda al collo, rimanendo indifferente al fatto che la vittima fosse crollata inesorabilmente a terra in un tempo molto minore.

A.S.