Sarah Scazzi: quando il diritto di cronaca diventa irrispettoso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:26

L’ appello del senatore Liberal Pd Enzo Bianco al presidente della Commissione Vigilanza sulla Rai , Sergio Zavoli, è l’ appello di tutti coloro che sono ormai stanchi di vedere ad ogni ora e su qualunque canale televisivo il bombardamento di notizie sul caso di Sarah Scazzi. Un bombardamento inutile che turba gli animi e spesso trasforma la partecipazione emotiva al dramma in una, seppure inconsapevole, banale curiosità dei fatti collaterali.

Quando poi fatti come quelli che riguardano l’ omicidio di Sarah Scazzi vengono trattati in programmi televisivi mandati in onda nella cosiddetta “fascia  protetta”, vale a dire quella maggiormente “frequentata” da bambini e ragazzi, allora il diritto di cronaca, “che è un valore prezioso e irrinunciabile” diventa irrispettoso e violento!

Enzo Bianco scrive a Zavoli: «Invocando il diritto alla cronaca e all’ attualità, ogni pomeriggio va in onda una vera e propria galleria degli orrori, con approfondimenti sul caso di Sarah Scazzi che sfiorano la morbosità: descrizioni minuziose dell’ omicidio, con accenni a volte espliciti alla violenza carnale, ricostruzioni shock, testimonianze torbide di familiari e conoscenti, in un orario in cui un’ altissima percentuale di bambini dai sei ai dieci-dodici anni guarda la TV. È una vera e propria escalation, che sconcerta e fa gridare ‘basta’».

Enzo Bianco fa appello anche al codice  di autoregolamentazione della televisione pubblica la quale “più di ogni altra azienda culturale” dovrebbe garantire, in nome anche del diritto di cronaca, contenuti accessibili a tutti “coniugando informazione e rispetto per il pubblico”.

Il senatore Bianco conclude:

«A nome mio e dei Liberal Pd che rappresento, rivolgo quindi un appello a Lei presidente Zavoli – Lei che nel nostro Paese ed oltre rappresenta un esempio limpido e senza compromessi di come la televisione possa coniugare cultura, informazione, libertà e rigore – alla Sua profonda sensibilità istituzionale, professionale e umana, affinchè faccia sentire la Sua voce autorevole per ricondurre questi gravi episodi entro i binari della correttezza e del rigoroso rispetto del codice sottoscritto dalla televisione pubblica».

Caterina Cariello

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